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AsiaNews: Imitare Madre Teresa per attuare una rivoluzione della tenerezza

Che l’esempio di vita di madre Teresa di Calcutta, “testimone privilegiata di carità e di generosa attenzione ai poveri e agli ultimi, contribuisca a portare sempre più Cristo al centro della vita e a vivere generosamente il suo Vangelo nel continuo esercizio delle opere di misericordia per essere costruttori di un futuro migliore, illuminato dallo splendore della verità”.

Questo l’auspicio espresso da Papa Francesco nel telegramma inviato a padre Bernardo Cervellera, direttore di AsiaNews, in occasione del simposio internazionale che l’agenzia giornalstica del Pime (Pontificio Istituto Missioni Estere) ha organizzato oggi pomeriggio, presso la Pontificia Università Urbaniana, in vista della canonizzazione del 4 settembre.

Nel testo, a firma del cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin, il Papa si rivolge alla Vergine Maria, “Madre di ogni consolazione”, pregando “affinché i devoti di madre Teresa, imitandone l’ardore apostolico, possano attuare quella rivoluzione della tenerezza iniziata da Gesù Cristo con il suo amore di predilezione ai piccoli”.

Il card. Filoni celebra la festa del Beato Paolo Manna al Pime di Roma

Il Prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli incontra i missionari del Pime e le Missionarie dell’Immacolata. La missione senza annuncio riduce l’impegno della Chiesa all’opera di una Ong. Risvegliare la missione ad gentes. Il Mese missionario del 2019.

Un grazie al Pontificio Istituto per le Missioni Estere per l’impegno di evangelizzazione in Asia e altrove, e un invito a collaborare per sostenere la missione ad gentes, verso i non cristiani, che talvolta rischia di essere dimenticata e oscurata dallo slogan “tutto è missione”. Sono questi alcuni dei temi che il card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione vaticana di Propaganda Fide, ha affrontato ieri sera presiedendo la messa nella cappella della casa del Pime a Roma. Dopo la cena egli ha avuto una conversazione con i missionari dell’istituto, le Missionarie dell’Immacolata, alcuni sacerdoti amici e ospiti del Pime.

L’occasione è stata offerta dalla festa del beato Paolo Manna (1872-1952), missionario del Pime beatificato da Giovanni Paolo II, che è stato anche fondatore e presidente della Pontificia Unione Missionaria, una delle Pontificie opere sotto la presidenza di Propaganda Fide, che si occupa dell’animazione missionaria fra sacerdoti, religiosi, religiose e laici.

Paolo Manna, definito spesso “un’anima di fuoco” è stato fra i precursori di alcune piste emerse con chiarezza decenni dopo nel Concilio Vaticano II. Egli ha spinto la Chiesa a comprendere che tutti devono avere il desiderio della missione e partecipare all’opera di evangelizzazione; ha criticato con forza le missioni basate sulla potenza data dalle molte opere caritative e sociali; ha lavorato perché i cristiani in missione non si facessero concorrenza, ma mostrassero l’unità come primo elemento di testimonianza della fede.

Nella sua omelia, il card. Filoni ha paragonato p. Manna al “primo missionario ad gentes”, san Paolo, infaticabile nell’annunciare, nell’insistere in tempi opportuni e inopportuni, nell’ammonire, rimproverare, esortare (cfr 2 Timoteo 4, 2), conservando la fede (2 Timoteo, 4,7). E ha sottolineato che la missione comprende sempre e anzitutto l’annuncio. Senza annuncio – ha precisato – ogni opera missionaria si riduce a quella di “una Ong”.

Nella conversazione con i missionari e le missionarie, gli ha anzitutto fatto notare che l’immagine della missione ad gentes sta cambiando: i non cristiani – attraverso le migrazioni – sono presenti anche in Paesi di antica evangelizzazione; le Chiese locali degli antichi Paesi di missione sono ormai comunità adulte e sentono meno il bisogno di missionari per le loro opere. Ma è vero – egli ha sottolineato – che la missione ad gentes, l’annuncio ai non cristiani viene dimenticato o lasciato ai margini, sia nelle Chiese di antica evangelizzazione che in quelle recenti. Da qui l’urgenza di mantenere vivo il carisma degli istituti missionari ad gentes, senza accontentarsi di definire come “missione” qualunque impegno diocesano di pastorale, caritativa, o di nuova evangelizzazione.

Il card. Filoni ha ricordato che il Mese missionario che verrà lanciato nel 2019 può servire per risvegliare nella Chiesa l’urgenza della missione ad gentes

P. Bernardo Cervellera

 

P. Brambillasca: Madre Teresa insegna al Pime la missione vissuta con “gioia e serenità"

Carissimi, 

nel salutare tutti voi che partecipate a questo Simposium, vorrei brevemente ricordare la figura di Madre Teresa in rapporto al mio Istituto, il Pontificio Istituto Missioni Estere - PIME.

Innanzitutto, vorrei condividere con voi il grande dono ricevuto durante la mia personale esperienza di lavoro in India come formatore nel seminario del Pime a Pune, avendo incontrato diverse volte le suore di Madre Teresa (dove i nostri seminaristi svolgevano un'esperienza di caritativa) e la stessa Madre Teresa.

Ricordo ancora l'incontro con Madre Teresa come se fosse oggi. Insieme ad un altro confratello, mi trovavo a Calcutta, e avevamo deciso di visitare, senza aver dato alcun preavviso, la casa e le opere delle suore di Madre Teresa. Tra l'altro, personalmente, mi trovavo in un periodo molto difficile perché il governo indiano mi aveva chiesto di lasciare immediatamente il paese dato che il mio visto non poteva essere rinnovato. Inoltre desideravo tanto incontrare Madre Teresa prima di lasciare l'India, e così è stato!

In quei giorni Madre Teresa stava facendo gli Esercizi Spirituali con le sue consorelle ma, appena ha saputo che due missionari desideravano incontrarla, anche brevemente, ha lasciato il luogo degli Esercizi Spirituali ed è venuta ad accoglierci. Immediatamente ci ha chiesto chi eravamo, perché eravamo in India, se avessimo problemi con il visto -e le ho detto subito che proprio in quei giorni non mi avevano rinnovato il visto di permanenza in India- problemi con il cibo e con il clima indiano. Alla fine, noi, che volevamo sapere qualcosa su di lei e sulla sua vita, ci siamo accorti che le cose si erano capovolte: era stata Madre Teresa ad informarsi di noi, della nostra vita e vocazione, dimostrando il suo profondo e sentito  interesse per l'altro, per il prossimo!

Durante le mie visite alle missioni del Pime, ho incontrato più volte le suore di Madre Teresa. Ricordo in modo speciale le suore che vivono vicino alla nostra parrocchia di Port Moresby e quelle che vivono nella Diocesi di Vanimo (entrambi i luoghi si trovano in Papua Nuova Guinea); le suore che lavorano nella Diocesi di Parintins (Brasile) sul Rio della Amazzoni e, infine, le suore che, insieme al Pime, hanno aperto una nuova missione in Cambogia proprio 25 anni fa.

In tutte queste comunità - e anche in altre che non ho menzionato - ho sempre incontrato molta accoglienza, disponibilità a lavorare per e con i poveri, preghiera, povertà e semplicità di vita. Inoltre, ho sempre ammirato una caratteristica speciale presente nelle suore: gioia vera e profonda nel vivere la missione.

Anche nella mia esperienza missionaria in Giappone, oltre che ad aver conosciuto ed apprezzato le attività delle suore di Madre Teresa che lavorano a Tokyo, devo esprimere la mia gratitudine al Signore perché, nella parrocchia dove ho vissuto e lavorato (sempre nella diocesi di Tokyo), è sbocciata la vocazione religiosa di una giovane giapponese che ha deciso di far parte della comunità delle suore di Madre Teresa. Mi sembra importante raccontare questo perché la vocazione di questa giovane è un segno concreto che il fascino e il carisma di Madre Teresa non ha confini, perfino in un paese come il Giappone, dove i cristiani sono una piccola minoranza e le vocazioni alla vita religiosa sono veramente poche.

Naturalmente, il rapporto tra il Pime e Madre Teresa, soprattutto in Italia, ha una lunga storia che inizia nel 1973, quando, per la prima volta, Madre Teresa venne in Italia su invito dei missionari del Pime per partecipare ad una marcia per le vie di Milano: quella che sarebbe diventata la prima veglia missionaria! Da allora, gli incontri dei missionari del Pime con Madre Teresa e con le "sue" suore sono stati innumerevoli e non sono più terminati.

Cosa insegna oggi Madre Teresa ai noi missionari del Pime, sparsi in varie parti del mondo e impegnati ad annunciare il Vangelo in diverse culture? 

Penso che Madre Teresa ci insegni molte e diverse cose, ne elenco brevemente alcune: 

  • La missione nasce e vive attraverso una vera esperienza di Dio nella Fede e nella Preghiera. La vita, la testimonianza di Madre Teresa per noi missionari è soprattutto questo, senza alcun dubbio! La missione, sembra dirci ancora Madre Teresa, non può avere altri inizi o sorgenti se non nel fatto che uno ha fatto esperienza del Dio vivente e questo Dio vivente chiama ciascuno ad essere missionario e Suo testimone.
  • La priorità di amare i poveri, gli emarginati, gli ultimi, prima di tutto e sopra di tutto nelle nostre missioni, in qualunque luogo dove ci troviamo, dal piccolo villaggio della Guinea Bissau alla grande metropoli di Hong Kong. Sono convinto che questo richiamo di Madre Teresa sia essenziale per noi missionari, anche e soprattutto in alcune missioni in cui lavoriamo, dove potrebbe sembrare che i cosiddetti "ultimi" non esistano oppure non si possa fare molto per loro. Questa attenzione di amore verso i più poveri, così forte ed essenziale nella vita di Madre Teresa, ci interpella a rivedere la nostra missione e la nostra presenza.
  • Infine, la gioia e la serenità nel vivere la nostra vocazione missionaria, anche se, a volte, la missione si presenta faticosa e difficile. Incontrando Madre Teresa e visitando tante comunità delle Missionarie della Carità, ho sempre notato, con molta ammirazione, la gioia e la serenità presente in loro, segno che il protagonista del loro e nostro lavoro e della missione è e rimane Dio. Penso che anche noi missionari dovremmo recuperare queste due realtà -gioia e serenità- di fronte ad una missione che cambia e sembra diventare sempre più difficile e incerta. Che la Madre ci accompagni a realizzare questo nostro Desiderio.

Concludo, ringraziando P. Bernardo Cervellera, missionario del Pime e Direttore di Asia News, assieme a tutti i suoi collaboratori, per aver organizzato questo Simposium alla vigilia della canonizzazione di Madre Teresa. Colgo l’occasione per ringraziare coloro che sono intervenuti e interverranno durante questo Simposium e, ringrazio tutti voi qui presenti per la vostra partecipazione e la vostra attenzione.

Grazie.

P. Ferruccio Brambillasca

Superiore Generale del PIME