
«Un sogno che coltivavamo da anni e finalmente si è realizzato». Così mons. Pedro Carlos Zilli, vescovo di Bafatà (Guinea Bissau) e presidente di Radio Sol Mansi saluta l’inaugurazione dei nuovi studi dell’emittente cattolica in Guinea Bissau (nella foto), prevista per il 13 febbraio.
È attesa una grande festa di popolo, perché la radio – nata su impulso di padre Davide Sciocco nei terribili anni della guerra civile - è molto sentita dalla popolazione. «Questi nuovi studi erano un sogno che coltivavamo da anni, perché ormai le dimensioni della Radio e il numero di chi ci lavora erano tali che nella vecchia sede non ci si stava proprio più – commenta monsignor Zilli -. Ora si riesce a lavorare molto meglio, e si possono programmare anche nuove attività».
La giornata del 13 sarà aperta da saluti e animazione musicale di cantanti famosi della Guinea Bissau; cui faranno seguito vari discorsi (il direttore della radio, il rappresentante di chi aiuta la RSM, il vescovo e un rappresentante del Governo), il taglio del nastro e la benedizione della nuova sede. E poi tanta festa di popolo.
La Radio Sol Mansi ha compiuto in questi giorni i suoi primi 15 anni di esistenza ed è da vari anni la più ascoltata della nazione. Con fedeltà, grazie al lavoro quotidiano di circa 30 dipendenti e 40 volontari continua il suo prezioso servizio di sensibilizzazione e formazione della popolazione, nelle aree della prevenzione delle malattie, diritti umani, dialogo tra religioni e culture, agricoltura, educazione e evangelizzazione, e tantissimi altri temi. Forte è il suo servizio alla pace e al dialogo con la comunità islamica.
«Solo chi vive in Africa può intuire la forza benefica che può avere una radio, la sua capacità di educare, di fare pressione per difendere i poveri e la giustizia, di creare legami e superare pregiudizi», spiega monsignor Zilli.
Fortunatamente oggi Radio Sol Mansi ha già una buona capacità di auto-sostentamento per le spese ordinarie, ma per le spese di manutenzione e l’adeguamento dei materiali e strumenti ha ancora bisogno di aiuto esterno, come è stato nel caso della costruzione dei nuovi studi. Di qui l’appello di Zilli ai benefattori perché continuino a dimostrare la loro generosità verso questa iniziativa, con l’impegno – da parte dei promotori – di cercare di diventare sempre più autosufficienti nella gestione.
P. MARIO FACCIOLI (1922-2015)
Oggi 15 dicembre 2015, nella casa del PIME di Rancio di Lecco, alle ore 18,25, è deceduto, per insufficienza renale cronica, p. Mario Faccioli, di anni 93.
I funerali saranno celebrati presso la casa del PIME di Rancio di Lecco alle ore 9,30 di giovedì 17 dicembre p.v. Seguirà la sepoltura al Cimitero del PIME a Villa Grugana.
P. Mario Faccioli nasce il 27 marzo 1922 a Ceneselli (Rovigo), diocesi di Adria. Nell’ottobre 1936 entra nel Seminario di Rovigo, dove frequenta la scuola media, il liceo e i primi due anni di teologia. Nel 1945 entra nel seminario teologico del PIME in terza teologia a Villa Grugana, passando l’anno seguente al seminario di Milano, dove nel frattempo erano terminati i lavori di riparazione dai danni della guerra. Emette il giuramento perpetuo il 6 ottobre 1946. È ordinato diacono il 21 dicembre 1946 e sacerdote il 29 giugno 1947 dal card. I. Schuster nella chiesa di S. Bernardino a Milano. Svolge vari servizi in Italia: nel seminario minore del PIME a Treviso (1947-1950), in Casa Madre a Milano (1950-1951). Mentre si occupava, col permesso dei superiori, del papà anziano, gli fu affidata dal Vescovo di Ferrara una piccola parrocchia, Parasacco (5 aprile 1952 – 10 gennaio 1954). Poi riprende l’insegnamento di matematica e disegno al seminario del PIME di Treviso. Destinato alla fine del 1955 all’allora Guinea Portoghese, nel gennaio 1956 parte per Lisbona per lo studio del portoghese. Dopo alcuni mesi si imbarca per Bissau, dove arriva il 5 agosto 1956. Dopo una prima esperienza di missione a Catiò (1 settembre 1956 – 27 giugno 1958), si trasferisce a Bafatá. Essendo stato nominato superiore regionale dal superiore generale, P. Augusto Lombardi, partecipa a Roma al Capitolo Generale del PIME (1-30 novembre 1965). Intanto era cominciata (3 agosto 1963) la guerriglia, diventata ben presto vera e propria guerra fino all’indipendenza (1974). Su suggerimento del nuovo Superiore Generale Mons. Pirovano, P. Faccioli costruisce a Bissau una casa (ultimata nel 1967), che diviene la nuova casa regionale del PIME. Partecipa al Capitolo di aggiornamento (Roma, 29 maggio 1971 – 21 gennaio 1972) e, successivamente, a quello del 1977-78. Dal 1978 al 1983 è membro della équipe del seminario PIME prima a Monza e poi a Milano. Tornato in Guinea Bissau, dal 1983 al 1987 è vicario generale della diocesi di Bissau e dal 1987 dirige la Casa di Spiritualità di N’Dame, da lui fondata e costruita. Con lui, avendone condiviso il progetto, collabora validamente, dal 1990, P. Leopoldo Pastori, che vi rimarrà fino a poche settimane prima della morte (1996). Nel febbraio 1993 P. Faccioli torna in Italia, avendo ricevuto una nuova destinazione a Villa Grugana. Nel 1996 è trasferito a Sotto il Monte. Dopo di aver celebrato il 50° di ordinazione (29 giugno 1997), ritorna in Guinea Bissau il 20 ottobre 1997 e assiste agli eventi tragici della guerra civile (1998-99), durante la quale fu emesso contro di lui un decreto di espulsione (5 febbraio 1999), fortunatamente revocato il giorno seguente. Nel 2000 torna in Italia, destinato a Vallio di Roncade. Nell’ottobre 2001 riparte per la Guinea con una destinazione temporanea (ottobre 2001 – maggio 2002), data l’età avanzata. Nonostante le condizioni precarie di salute, riesce a trascorrere in Guinea Bissau alcuni mesi della stagione secca, tra il 2002 (novembre) e il 2010, anno in cui ritorna definitivamente in Italia. Negli ultimi anni risiedeva presso la Casa del PIME di Rancio di Lecco.