Rieditata la biografia di Ramazzotti firmata da Cagliaroli
Dopo 154 anni è stata ristampata, per i tipi della Mimep-Docete, la “Vita di sua eccellenza reverendissima monsignor Angelo Ramazzotti, patriarca di Venezia”, ossia la biografia del fondatore del Pime, redatta nel 1862 dal suo segretario, don Pietro Cagliaroli, all’indomani della morte di Ramazzotti.
Perché rieditare un’opera vecchia di mezzo secolo e scritta in un italiano dell’Ottocento, ricco di termini desueti? I curatori dell’opera - padre Costanzo Donegana, già membro dell’Ufficio storico del Pime e Paolo Labate, che ancora ne fa parte - così spiegano nell’Introduzione: «Per un’unica, semplice e fondamentale ragione: perché è la fonte più documentata e sicura per conoscere la vita del fondatore del Pime. Tant’è vero che coloro che in seguito hanno voluto scrivere su di lui non hanno fatto altro che attingere all’opera del Cagliaroli. Senz’altro esistono altri documenti (corrispondenza, lettere pastorali soprattutto) che aggiungono alcuni elementi alla conoscenza della sua persona e attività, ma non molto, a essere sinceri. (…) Di qui l’importanza insostituibile di quest’opera, assolutamente necessaria per avere una conoscenza completa e un contatto vivo con la figura di mons. Ramazzotti».
L’essere stato a fianco del vescovo ha permesso all’autore del libro - sottolineano i curatori - di «”scolpire” la figura di monsignor Ramazzotti, mettendone in luce i tratti essenziali: la sua profonda umanità, il suo amore appassionato per Dio, la sua dedizione senza limiti ai poveri, il suo cuore aperto fino agli estremi orizzonti della Chiesa e dell’umanità». Per rendere più fruibile la biografia (286 pagine), i curatori l’hanno corredata di una serie di note e di un prezioso glossario in appendice con i termini ottocenteschi più ricorrenti e la relativa spiegazione in italiano corrente.
La nuova pubblicazione è arrivata a ridosso del tanto atteso decreto sulle virtù eroiche di Ramazzotti, promulgato dal Papa: il fatto che da oggi il fondatore del Pime possa essere onorato con l’appellativo di venerabile è una tappa importante nel cammino verso la sua beatificazione. In una lettera del Postulatore generale datata Pasqua 2016, padre Giovanni Musi sottolinea come «il Decreto presenta il Ramazzotti come “un pastore profondamente radicato nel suo popolo e generosamente aperto al mondo”. Che è quanto dire: un “apostolo” che ha svolto con radicalismo evangelico la sua missione ad intra, nelle diocesi italiane in cui l’obbedienza lo ha chiamato a esercitare il suo ministero sacerdotale ed episcopale, ma con il cuore dilatato e protesto ad extra, all’Oriente lontano, dove i missionari dell’Istituto da lui fondato sono stati inviati».
È questa - conclude padre Musi - «la preziosa eredità che ci ha trasmesso il nostro Fondatore e che è alla base del nostro carisma “pimino” e il motivo per cui riteniamo la sua figura, la sua spiritualità e la sua opera di viva attualità ai nostri giorni».

