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SOS: incendio a Bubaque, sette famiglie non hanno più nulla

«Triste disgrazia nel villaggio di Ancaboca ad Orango, dove la nostra missione ha una cappella ed una comunità che seguo dal 2011».

Comincia così un veloce post su Facebook col quale padre Davide Simionato, missionario del Pime a Bubaque, in Guinea Bissau, dà notizia del fatto che sabato scorso, «proprio mentre mi stavo preparando per la Messa» alcune scintille di un fuoco la cottura famigliare sono state trasportate dal forte vento che stava soffiando fin dal mattino e subito è scoppiato un incendio incontrollabile in mezzo alle case di paglia.

Il bilancio: sei case bruciate e sette famiglie senza più niente. Il tutto in meno di mezz'ora.

Commenta padre Davide: «Dio ha voluto che fossi presente. Ho potuto documentare immediatamente e riunire il giorno dopo i sette capi-famiglie per coordinare insieme un primo intervento di emergenza confidando nell'aiuto della Provvidenza. Abbiamo distribuito un migliaio di euro circa tra tutti».

Interpellato via Facebook, padre Davide aggiunge: «Oggi la piroga che ci ha portato da Orango a Bubaque va a Bissau dove tutto costa meno che qui, per comprare riso, secchi, bacinelle, pentolame, machete per il lavoro».

Il missionario è rimasto molto scosso dall’accaduto: «Ho constatato di persona che il fuoco ha carbonizzato tutto (le immagini parlano da sole! – ndr). Anche il metallo ha subito trasformazioni, per non parlare dei bidoni in Pvc da 200 litri in cui la popolazione di qui è abituata a stoccare il vino di caju che sta fermentando proprio in questo periodo: è una delle principali fonti di guadagno nel periodo secco che precede quello delle piogge».

È la prima volta che a padre Davide toccava assistere a un incendio “in diretta”: «Non immaginavo proprio!», si lascia scappare: «Ho sperimentato un senso di impotenza che mi ha fatto quasi parlare male di Dio. Per fortuna sono riuscito, con l’aiuto di due miei animatori di comunità a ridare coraggio e speranza alla gente. Dio ha voluto che fossi presente, così mi è stato possibile intervenire e decidere in fretta per ripartire».

Al disastro, casualmente, era presente anche il direttore del Parco nazionale di Orango, in cui sono preservate diverse specie animali, tra cui ippopotami e tartarughe. «Davanti all’accaduto è rimasto molto colpito. Non ha potuto tirarsi indietro e ha assicurato le persone colpite dal disastro che farà pressioni sul governo perché provveda agli aiuti del caso».

In attesa che le promesse dello Stato diventino realtà, non facciamo mancare il nostro sostegno e la solidarietà a padre Davide e alle popolazioni colpite.