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"Il sacrificio di padre Mark ci sprona a continuare nella lotta per i diritti dei più deboli"

Un altro sacerdote coraggioso è andato ad aggiungersi alla lunga schiera di martiri delle Filippine, il Paese che le statistiche dicono essere il Paese più cattolico dell’Asia. Di fatto, nelle Filippine, impegnarsi per il Vangelo accanto ai poveri, nella difesa dei diritti e della giustizia, non di rado può costare la vita. E non da oggi.

L’ultimo ad essere caduto sotto i colpi della violenza è padre Mark Ventura, 37 anni, impegnato nella difesa dei diritti dei tribali, assassinato due giorni fa dopo aver celebrato la Messa in un villaggio alla periferia della città di Gattaran, nell'isola di Luzon, nell'estremo nord delle Filippine.

Un uomo, che indossava un casco da motociclista, ha fatto irruzione mentre il sacerdote stava benedicendo i bambini e ha sparato, uccidendo il sacerdote, poi fuggendo a bordo di una motocicletta guidata da un complice. Un’esecuzione in piena regola, un copione già visto in molte occasioni.

Unanime è stata la dura condanna della Chiesa locale:«Un atto malvagio», lo definisce una nota dei vescovi, che aggiunge: Chiediamo alle autorità di agire rapidamente per perseguire gli autori di questo crimine e per consegnarli alla giustizia». Alla reazione della comunità cattolica si è unita la voce del Pime, che da mezzo secolo è presente con i suoi missionari in quel tribolato Paese. Il superiore regionale padre Fernando Milani, del Pime, ricordando l’assassinio (avvenuto otto anni fa) di padre Fausto Tentorio anche lui, come padre Mark, coinvolto nella difesa delle comunità locali, minacciate dalle compagnie minerarie, ha definito “scioccante” quanto accaduto e dichiarato: «Grazie soprattutto all’incoraggiamento di Papa Francesco la Chiesa nelle Filippine si trova sempre dalla parte dei poveri. Qui gli ultimi sono le comunità tribali che stanno lentamente scomparendo perché rappresentano la parte più debole rispetto ai grandi interessi economici e politici delle compagnie minerarie». La zona di Gattaran, dove padre Mark operava, è infatti famosa per le sue miniere di rame e di oro.

«Quello che è accaduto al nostro confratello – conclude il missionario – ci dice che il suo sacrificio deve essere un incoraggiamento alla Chiesa nel continuare a difendere, senza mai cedere alla violenza, coloro che non hanno voce, gli ultimi».

Si chiude dal Papa il viaggio dei ragazzi di Huiling in Italia

 

 

Con la visita a Roma (dove la comitiva presenzierà oggi, mercoledì 25 maggio 2016, all’udienza di Papa Francesco in piazza San Pietro) si conclude a breveil meraviglioso viaggio in Italia che ha visto protagonisti un folto gruppo di ragazzi portatori di disabilità mentale dell’organizzazione cinese Huiling, accompagnati dai missionari del Pime Fernando Cagnin e Franco Bellati, e dalla fondatrice Teresa Meng Weina. Insieme con i ragazzi sta viaggiando un gruppo di cattolici di Hong Kong, impegnati a sostenere l’opera di Huiling.

La trasferta italiana si era aperta il 12 maggio a Rancio di Lecco, presso il Pime, dove i visitatori cinesi hanno incontrato familiari e amici dei missionari e in particolare padre Franco Cumbo, che per molti anni a Hong Kong è stato un amico e un sostenitore di Huiling.

In seguito il gruppo si è spostato a Como: una tappa – questa – inclusa nel tour in segno di ringraziamento e gratitudine alla Caritas diocesana, che una decina d’anni fa aveva offerto un consistente aiuto a Huiling di Canton per la sistemazione dei locali del centro residenziale per adulti.

Dopo la “tappa” lariana il gruppo si è esibito a Torino e il 16 maggio a San Liberale, frazione del comune di Marcon (Venezia), ospiti del nipote di padre Cagnin, don Dario Magro.Nel corso delle varie tappe i ragazzi hanno portato in scena un emozionante spettacolo teatrale, fatto di musiche, parole, canzoni e ballo dal titolo “Life is a gift” (“La vita è un dono”). Attraverso lo spettacolo, i ragazzi raccontano la loro vita e le loro difficoltà, offrendo al pubblico un messaggio di speranza. Nonostante le loro disabilità, hanno scoperto che la vita è un dono, e che può essere vissuta con amore e con gioia.

È forse la prima volta che un gruppo di disabili esce dalla Cina per portare uno spettacolo teatrale all’estero. Numerosi amici e sostenitori italiani hanno assistito agli spettacoli, decretando un notevole successo alla coraggiosa e impegnativa iniziativa.

Il gruppo ha anche visitato il Centro missionario del Pime di Milano. In seguito si è incontrato con la Piccola opera Charitas di Giulianova (Teramo), presso la cui sede si è svolto il secondo Meeting internazionale “L’arte che cura, con partecipanti da Italia, Cina e Finlandia. Nel corso del convegno hanno portato il loro contributo anche padre Gianni Criveller e Gerolamo Fazzini, consulente per la comunicazione del Pime, parlando rispettivamente di due importanti figure cinesi del passato, ossia il missionario-pittore Giuseppe Castiglione e padre Matteo Ricci, anch’egli gesuita.

Huiling è un’organizzazione non governativa cinese che da più di 25 anni si occupa di offrire servizi di supporto e formazione a giovani e adulti con disabilità mentale. L’intraprendente e carismatica signora Meng Weina che lo ha fondato e ora guida con piglio sicuro e grande determinazione qualche anno fa, al momento di ricevere il Battesimo nella Chiesa cattolica, ha assunto il nome cristiano di Teresa, come la suora di Calcutta alla quale si ispira.

Huiling era una realtà molto piccola quando, nel 1995, padre Fernando Cagnin, del Pime di Hong Kong, si trasferì a Guangzhou per mettersi al totale servizio di questo progetto. Ora Huiling è diffuso in 26 città della Cina di 17 province, con oltre 1.500 persone residenti nei centri e numerosi progetti innovativi e di eccellenza.

Il Pime di Hong Kong, e la comunità cattolica di quella città, hanno sostenuto fattivamente le iniziative di Huiling. Il centro missionario di Milano, attraverso il progetto di “adozioni a distanza”, sostiene l’opera di padre Fernando Cagnin, che ha donato a questa causa tutta la sua vita e la sua genialità professionale. Padre Mario Marazzi, ora ritirato a Hong Kong, ha vissuto per molti anni in una casa-famiglia di Guangzhou (Canton), condividendo la vita dei ragazzi disabili e della “mamma”, l’operatrice responsabile. Padre Mario, con la sua notevole capacità di tessere legami e suscitare generosità ha contribuito, nonostante l’età non più verdissima, alla realizzazione di tanti progetti.

Da qualche anno padre Franco Bellati, sempre del Pime, si dedica alle comunità di Huiling prima a Pechino, e ora nella farm (fattoria) di Guangzhou. La fattoria, nei sobborghi agricoli della città, è una comunità nella quale persone disabili e operatori condividono la vita quotidiana. Si sostengono con il lavoro manuale nell’orto e per la produzione di pane e altri beni. È in questa comunità che da qualche anno le ragazze e i ragazzi di “Giovani e Missione” di Milano prestano la loro opera di volontariato durante l’estate, tornandone sempre entusiasti e trasformati.