Il santuario della Montagna spaccata (Gaeta) si prepara a festeggiare san Filippo Neri

Il 26 maggio, giorno in cui cade la sua festa, san Filippo Neri sarà particolarmente ricordato al Santuario della SS. Trinità della Montagna Spaccata di Gaeta. Si conclude infatti il quinto centenario del santo, nato a Firenze il 1515 e morto a Roma il 26 maggio 1595, molto venerato in Italia e nel mondo.
Molti sono stati i pellegrinaggi arrivati al Santuario, retto dai missionari del Pime, per calcare le orme di “Pippo il buono” che all’età di diciassette anni veniva in pellegrinaggio da San Germano (oggi Cassino), per pregare nell’anfratto posto nella spaccatura centrale del pio luogo, che con le altre due aperture si sarebbe verificato alla morte di Cristo sul Calvario.
E proprio quell’anfratto, meglio conosciuto come “letto di San Filippo”, quest’anno è stato meta di numerosi pellegrinaggi arrivati fin da Parigi e Siviglia, dove operano i religiosi dell’Oratorio figli di San Filippo Neri.
Ricordiamo in particolare i giovani arrivati da Merate (Lc) per celebravano il cinquantesimo di fondazione del loro oratorio. Il 31 agosto scorso, presso il letto di San Filippo hanno acceso la fiaccola che, con il pellegrinaggio di una notte intera, è stata portata in piazza San Pietro, all’udienza generale di Papa Francesco.
Non possiamo poi dimenticare l’iniziativa promossa dal maestro Ambrogio Sparagna per le scuole superiori della zona. Con lui c’erano Raffaello Simeoni, Anna Rita Colaianni e padre Maurizio Botta, religioso dell'Oratorio di San Filippo Neri di Roma. Dopo aver cantato e recitato le famose “Laude” di San Filippo hanno sfilato, seguiti dalle scolaresche, cantando accompagnati da organetto e ciaramella.
Filippo Neri - fiorentino di nascita e romano di adozione - è chiamato “santo dei bambini” e “Santo della gioia”. A noi piace ricordarlo come il santo della preghiera, che tra il 1532 e il 1533 ha meditato e pregato sulla nuda roccia della Montagna Spaccata, contemplando il Crocifisso ligneo del Quattrocento.
Nella foto: il soprano Anna Rita Colaianni, padre Maurizio Botta e Ambrogio Sparagna con il “letto di San Filippo”.

