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Thailandia, cresce la missione di Fang: nel 2017 si "sdoppierà"

Pubblichiamo la lettera di Natale che p. Marco Ribolini, missionario a Fang, nel Nord della Thailandia, ha mandato ad amici e benefattori. Dal racconto semplice delle iniziative e della vita missionaria, emergono entusiasmo e passione per il Vangelo e il popolo. Di questo positivo cammino è testimonianza anche la progressiva crescita della comunità cristiana locale. 

Cari amici, la novità più grande e gradita nel 20015 è stata l’arrivo di p. Lorenzo Braz de Oliveira come coadiutore. P. Lorenzo è in Thailandia ormai da 4 anni e, prima di arrivare a Fang, è stato direttore del centro S. Giuseppe a Phrae (centro di accoglienza per bambini diversamente abili) e coadiutore presso la missione di Ngao. Adesso ci ha raggiunti carico di entusiasmo e umanità, pronto a prendersi carico del lavoro con i bambini dell’ostello di Fang.

Nei villaggi le attività proseguono con grande entusiasmo ma anche con qualche piccola fatica. Lo scorso anno abbiamo accolto due nuovi villaggi (nella zona di Ban Thoed Thai), mentre in altri due villaggi è stata costruita la chiesa in muratura: i villaggi di Mae Salong e quello di Pha chi Mai, tramite l’aiuto di p. Giovanni Zimbaldi che si è prodigato a cercare i fondi da aggiungere alle offerte raccolte dalla povera gente, hanno costruito le loro belle chiese in muratura, segno anche di una crescita e un radicamento costante della fede nel cuore della nostra gente e dei nostri villaggi.

L’approssimarsi dell’Anno santo, anno della misericordia ci consente di pensare a nuove iniziative che ci aiutino ad attuare quella “conversione del cuore” a cui ci richiama costantemente Papa Francesco.

L’arrivo di p. Lorenzo, unito all’impegno delle suore, dei nostri catechisti e delle donne della “Legio Mariae” ha iniziato un programma di accompagnamento spirituale di malati terminali che ci vengono segnalati dall’ospedale di Fang. Nel prossimo anno inizieremo anche un programma di visite e di attività religiose all’interno del carcere di Fang per i detenuti di religione cristiana.

Altro aspetto sul quale ci stiamo concentrando riguarda il recupero di chi, tra la nostra gente è afflitto dalla piaga dalla dipendenza dagli oppiacei. La storia di questa regione di confine è da sempre segnata da questa piaga sociale che avvilisce la dignità umana e distrugge intere famiglie e villaggi. I percorsi di recupero sono difficili e complicati anche per via del fatto che tutti i villaggi sono pervasi da questo flagello. La Chiesa cattolica su questo aspetto è coerentemente spiegata verso una lotta senza confini con questo mercato che genera morte, anche se questo a volte può creare molte fatiche e incomprensioni con la nostra gente.

Dopo quasi 15 anni di servizio al nostro ostello, Sr. Josephine è stata richiamata dal suo istituto e successivamente inviata in Irlanda. Sr. Josephine è stata la colonna portante dell’ostello di Fang e la sua assenza si farà sentire. Dopo tanti anni spesi nella formazione di tanti bambini passati dal nostro centro, non vi sono parole che possano dire il nostro grazie. Non ci rimane che ringraziare Dio per avercela donata, pregare per lei e per il suo ministero.... La vita e le attività però proseguono e mentre ancora salutiamo Sr. Josephine, accogliamo Sr. Cittra che sarà la nuova responsabile dell’ostello insieme a p. Lorenzo.

L’impegno dell’ostello e dei bambini non ci distrae dal grande compito che il Signore ha affidato a tutti i suoi discepoli: annunciare il Regno di Dio fino agli estremi confini della terra. Così quest’anno abbiamo avuto 61 nuovi battezzati e altri ne avremo durante il periodo natalizio fino ad arrivare a circa 80-90 persone che hanno terminato il loro cammino di preparazione. Chiediamo a tutti di seguire questi nuovi battezzati nella preghiera, certi che il percorso intrapreso li possa far maturare come cristiani entusiasti capaci di lasciarsi toccare dalla grazia di Dio.

È ormai all’orizzonte il momento in cui verrà divisa la missione di Ban Thoed Thai da quella di Fang. Tale divisione si è resa necessaria per due motivi principali: la distanza e il grande numero di villaggi che sono entrati nel gruppo cattolico. Circa la distanza, basti considerare che il viaggio tra Fang e Ban Thoed Thai richiede circa 2 ore di viaggio che durante la stagione delle piogge possono diventare anche tre; circa il lavoro pastorale, la zona pastorale di Ban Thoed Thai ormai è composta da circa 26 villaggi tribali seguiti da circa una ventina di catechisti. Negli ultimi anni abbiamo registrato un aumento di richieste per entrare a far parte della Chiesa cattolica e questo fatto richiede una attenzione pastorale che non potremmo garantire con una presenza part-time (come è stato fino ad ora). Aprire una nuova missione indipendente richiede però alcune strutture che stiamo approntando. La necessità e l’urgenza nascono dal fatto che Ban Thoed Thai non è una nuova zona aperta da zero...

I villaggi sono già molti ma le strutture sono insufficienti. Così, in condivisione con i confratelli del Pime, abbiamo deciso di iniziare fin d’ora a preparare alcune strutture in modo che a Pasqua 2017 tutto sia già pronto ed avviato. Questo è il contesto in cui nascono due grandi progetti: la costruzione di un edificio a due piani per le attività di formazione della gente dei monti (per questo progetto abbiamo già ricevuto un sostanzioso aiuto dal 5 per mille tramite la fondazione Pime onlus, ma non riusciamo a coprire tutte le spese) e una chiesa parrocchiale (al momento esiste una bellissima cappella ma troppo piccola per essere utilizzata al di fuori delle attività dell’ostello). Per questo secondo progetto siamo ancora alla ricerca di fondi!

Termino questa lettera unendomi alle vostre preghiere per ringraziare le meraviglie che il Signore continua a compiere in mezzo a noi. Pregare il Re della Pace in questi giorni in cui il mondo si risveglia pervaso da tensioni e tragedie che ci colpiscono nel profondo, significa affidare noi stessi e il mondo intero a Colui che solo ci può donare la pace e il dono della conversione dei cuori.

In occasione di questo Natale non lasciamoci pervadere dalla sofferenza che colpisce noi e altri milioni di persone, ma lasciamoci conquistare da questo bambino che dalla grotta di Betlemme ci invita ad una speranza che si rinnova in noi ogni giorno.

Tanti auguri di Buon Natale e di un Felice anno nuovo.

p. Marco Ribolini, p. Lorenzo Braz De Oliveira, p. Giovanni Zimbaldi, Sr. Salome, Sr. Cittra, Sr. Jancy e Sr. Bina

Thailandia, la morte di padre Zimbaldi patriatrca dei Lahu e degli Akha

Zimbaldi

 
 

Avrebbe compiuto 90 anni in giugno. Ha lavorato per alcuni anni in Birmania a Mong Phok. Espulso nel 1966, nel 1972 torna nel sud-est asiatico per aprire la missione Pime in Thailandia. L’opera di evangelizzazione fra i Lahu e gli Akha

 

Bangkok (AsiaNews) Oggi alle ore 13.30, presso la missione di Fang, nell’estremo nord della Thailandia, ci ha lasciato un missionario “doc”. Padre Giovanni Zimbaldi, nato a Monza 90 anni fa il prossimo giugno, è un missionario che ha vissuto in quelli che chiamiamo “i tempi eroici”, cioè quando le comunicazioni erano estremamente difficili e si visitavano i villaggi sparsi per le montagne viaggiando a cavallo per diversi giorni di fila.
Ordinato sacerdote per il PIME nel 1953, viene inizialmente assegnato come insegnante di latino e di italiano nell’allora seminario minore del PIME a Vigarolo Lodigiano fin quando, nel 1956 durante un incontro con padre Augusto Lombardi, superiore generale del PIME, padre Zimbaldi dice: “Chiedo di essere destinato alle missioni. Non voglio invecchiare nelle attività dell’Istituto in Italia”. Padre Lombardi domanda: “Quanti anni hai?”. “27 anni”, è la risposta. Padre Zimbaldi ricordava che quel giorno padre Lombardi fece una risata, ma ci fu una conseguenza: nel giugno di quell’anno veniva destinato per la missione di Kengtung, in Myanmar. Dopo un anno di studio dell’inglese a Detroit, USA, il 24 febbraio 1958 raggiungeva Rangoon, la capitale del Myanmar, e, pochi giorni dopo arrivava a Kengtung. All’interno della grande diocesi di Kengtung, padre Zimbaldi viene destinato alla missione di Mong Phok, a 1500 metri di altezza, al confine con la Cina, distante da Kengtung quattro giorni di cammino.

Padre Zimbaldi rimarrà in quella missione per otto anni, impegnandosi nel lavoro di evangelizzazione della tribù Lahu, fortemente presente in quella zona. Nel 1966 viene poi trasferito nella missione di Mong Yong che era rimasta senza sacerdote per quasi dieci anni, visto che l’ultimo parroco -padre Eliodoro Farronato- era stato ucciso dai briganti. Padre Zimbaldi rimane in quel luogo per soli tre mesi, dopo di che deve ritornare in Italia, assieme a tanti altri missionari, visto che il nuovo governo ha emanato leggi ristrettive nei confronti dei missionari stranieri.

Una volta in patria, padre Zimbaldi viene scelto come rettore del seminario minore del PIME a Vigarolo Lodigiano per tre anni e, il 18 settembre 1969, come rettore del seminario teologico del PIME a Maryglade, Memphis, Michigan, per altri tre anni.

Nel maggio 1972 riceve una lettera dalla Direzione Generale dell’Istituto con la proposta di iniziare una nuova attività missionaria in Thailandia assieme ai padri Angelo Campagnoli e Silvano Magistrali. Il 15 dicembre dello stesso anno arriva a Bangkok e il 17 dicembre giunge a Chiang Mai, nel nord del Paese, per iniziare una presenza missionaria tra la tribù Lahu nella cittadina di Fang, al confine con il Myanmar.

Padre Zimbaldi si trasferirà definitivamente a Fang il 1° gennaio 1974 e vi rimarrà fino alla sua morte, eccetto per tre anni (2006-2008) in cui vive nella vicina missione di Mae Suay.

Nei 45 anni vissuti in Thailandia, padre Zimbaldi si è dedicato corpo e anima all’evangelizzazione delle tribù Lahu e Akha. Il frutto del suo lavoro è visibile a tutti: dal gruppetto iniziale di dieci famiglie Lahu che, nel lontano 1972, si trovavano nelle vicinanze di Fang, sono nate tre missioni-parrocchie (Fang, Mae Suay e Ban Thoet Thai) composte da un totale di quasi 100 villaggi (complessivamente circa 15mila persone!).

Padre Zimbaldi ha dato grande attenzione all’educazione dei bambini, aprendo le porte della missione a centinaia di loro perché potessero ricevere un’educazione scolastica e cristiana. Le testimonianze che giungono in queste ore confermano la passione instancabile di padre Zimbaldi nel comunicare il Vangelo attraverso gesti concreti attenti alle necessità del corpo e dello spirito delle tante persone che lo hanno incontrato.

La produzione di libri di liturgici e di catechesi in lingua Lahu e Akha confermano non solo la vicinanza di padre Zimbaldi alla cultura di queste tribù -di cui parlava la lingua-, ma soprattutto la sua attenzione verso i suoi più stretti collaboratori, cioè i catechisti, che ha sempre considerato aiuto indispensabile per il missionario. Si è anche prodigato con insistenza per poter avere delle persone consacrate come collaboratrici, cosa che è avvenuta nell’anno 2000, quando la congregazione delle Suore della Presentazione ha accettato di risiedere presso la missione di Fang.

Il suo desiderio di essere sepolto a Fang, tra la gente che ha sempre amato e servito, è il segno più limpido di un missionario che ha voluto dare tutta la sua vita, fino alla morte, per testimoniare il Vangelo.

Claudio Corti

GUARDA NEL VIDEO QUI SOTTO UN'INTERVISTA A PADRE ZIMBALDI REALIZZATA DALLA CARITAS DEL TICINO