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16 gennaio: Anniversario della nascita del beato Padre Paolo Manna del PIME

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6 Anni 5 Mesi fa #61 da buono.giuseppe
16 gennaio: Anniversario della nascita del beato Padre Paolo Manna del PIME: un Modello urgente per la Chiesa Missionaria

La coscienza missionaria della Chiesa
Più di diciassette anni fa, il 4 novembre 2001, Giovanni Paolo II beatificava il Padre Paolo Manna, del PIME, la coscienza missionaria della Chiesa del ventesimo secolo.
Dieci anni prima, il 13 novembre 1991, era venuto nella Comunità PIME di Trentola Ducenta (Caserta) a pregare sulla sua tomba, accompagnato dal Superiore Regionale del tempo per l’Italia Meridionale, Padre Giuseppe Buono. Padre Manna aveva scritto nel suo Diario: “Nella mia vita non mi sono interessato di altro che della Missione della Chiesa”.
Nato ad Avellino il 16 gennaio 1872, Padre Manna morì del “suo” seminario missionario di Trentola Ducenta (Caserta) il 15 settembre 1952..
Padre Manna ha scosso tutta la Chiesa del suo tempo e ha messo i segni profetici per un futuro intensamente missionario.
L’attualità del beato Padre Paolo Manna è legata all’originalità del suo pensiero missionario e alla santità della sua vita tutta donata alla missione.
Ha rinnovato la metodologia missionaria non a tavolino ma sul campo, andando prima come missionario nella Birmania, oggi Mnyamar, poi visitando le missioni in molte nazioni dell’Estremo Oriente, non solo quelle del suo Istituto PIME, quando ne era superiore generale, ma anche quelle di altri Istituti missionari e confrontandosi anche con personalità religiose del mondo non cristiano.

L’originalità e attualità della sua riflessione missionaria.
L’esperienza di queste visite, unita alla preghiera intensa, soprattutto eucaristica e mariana, hanno portato poi a denunciare, sempre però, con estrema carità e umiltà, quelle che costituivano delle minacce alla verità della missione universale della Chiesa.
Alcune delle riflessioni di Padre Manna furono riprese nel testo del Decreto conciliare Ad Gentes; venticinque anni dopo la promulgazione del Decreto, come abbiamo ricordato, Giovani Paolo II veniva a pregare sulla tomba di Padre Paolo Manna nella Comunità PIME di Trentola Ducenta (Caserta) dove nel 1921 aveva fondato il Seminario Missionario Sacro Cuore per l’Italia Meridionale. Diceva Papa Giovanni Paolo II nel pensiero che gli fu chiesto di esprimere, dopo la preghiera sulla tomba: “Qui si capisce veramente che la Chiesa è missione!”, non missionaria, che può essere un aggettivo, ma missione¸ un sostantivo.
Alle diocesi dell’Italia Meridionale Padre Manna donò attenzione forte e provocatoria perché da queste antiche Chiese nascessero numerose vocazioni missionarie.
Di papà napoletano (la mamma, avellinese, morì dopo due anni della sua nascita) desiderò fortemente che a Napoli nascesse una Comunità del PIME come segno missionario della città che aveva avuto una forte storia missionaria. Il sogno si avverò due anni dopo la sua morte, nel 1954 con l’apertura di una Comunità missionaria prima a Via Tasso 81, alle pendici del Vomero, poi a Viale Colli Aminei 96, facendo risuonare di nuovo l’appello appassionato di Padre Manna per la missione universale della Chiesa, soprattutto dalle pagine dell’ultima rivista missionaria fondata da Padre Manna nel 1945: Venga il tuo Regno.
Poi tutto il sogno missionario di Padre Paolo Manna, per il quale aveva celebrato anche delle sante Messe, finì per decisione della Direzione Generale del PIME. L’ultima rivista missionaria di Padre Manna è stata chiusa da anni e da altri anni impietosi è chiusa la grande struttura di Viale Colli Aminei 36, Parco SAIA. Tengono accesa una fiammella missionaria a Napoli il P. Fabiano Licciardi, con il Movimento Adozioni Missionarie, e Padre Giuseppe Buono, ospite della Casa del Clero di Napoli, a Capodimonte, cambiamento richiesto dai medici curanti per motivi di salute ma che approfitta della situazione logistica per continuare l’insegnamento della Teologia della missione alla Facoltà Teologica per l’Italia Meridionale, e guidare Corsi missionari di formazione sui grandi temi della missione, oggi.
Certamente Padre Manna gioirà se aveva scritto una volta, parlando della presenza e attività del PIME a Napoli: “Vedo qui più possibilità per la missione che non a Milano”.
Ma vorrei terminare con quella che per il beato Padre Paolo Manna fu sempre la grande immancabile condizione per essere e agire da veri missionari:

LA SANTITA PER LA MISSIONE.
Scrisse: “…Facciamo che i missionari, strumenti più diretti nella conversione delle anime, siano santi, e gli infedeli non tarderanno a convertirsi…Siate missionari santi camminando sulle orme di quei grandi che vi hanno preceduto, e, per la parte che vi riguarda, il vostro dovere apostolico sarà pienamente compiuto”.
“Né ingegno, né prudenza, né coraggio hanno fatto grandi agli occhi nostri e a quelli di Dio (i nostri missionari): essi sono stati grandi, hanno salvato molte anime, hanno fondato chiese, principalmente perché sono stati uomini santi, uomini cioè di vita interiore…”.
San Giovanni Paolo II definirà, nella sua Enciclica missionaria Redemptoris Missio, chi è il vero missionario affermando: “Il vero missionario è il santo” (N.91).
Papa Francesco, che richiama dall’inizio del suo servizio di Pastore universale l’obbligo della Chiesa ad uscire, rivolgendosi ai Direttori Nazionali delle Pontificie Opere Missionarie, disse: “Non stancatevi di educare ogni cristiano, fin dall’infanzia, ad uno spirito veramente universale e missionario, e di sensibilizzare l’intera comunità a sostenere e ad aiutare le missioni secondo la necessità di ciascuna (cfr Conc. Ecum. Vat. II, Decr. Ad gentes, 38).
Possano questi esempi e questi inviti autorevoli far nascere nel cuore della Chiesa di Napoli un rinnovato universale spirito missionario.

Padre Giuseppe Buono, PIME

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