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"PRIMA MISSIONARI E POI LAICI" di P. Benito Picascia

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6 Anni 4 Mesi fa #63 da segreteria94yk
BENVENUTO
Benvenuto alla proposta-invito di un anno di riflessione per conoscere e capire meglio il carisma dei MISSIONARI LAICI del PIME.
Ho letto con interesse i due articoli di INFOR*PIME, No. 207, Dic. 2917, di Fratel F. Mussi e di Fratel M. Monti, di cui riporto parole-chiave, che secondo me cercano di dare a capire la loro visione dell’identità del Missionario Laico, proiettandola nel futuro.

SINTESI VELOCE
F. Mussi scrive: a) Oggi, diversa “realtà missionaria” e ... modalità di
“servizio”. Tandardini: “artista del ferro” (pag. 3 -4). b) Il Proprio: “Cercare il Regno di Dio trattando le cose temporali e ordinandole secondo Dio” (pag. 4).
c) Il desiderio: “Conoscere meglio il nostro carisma missionario nella sua diversità missionaria” (pag. 6).

Prego il lettore di riferirsi al testo completo ... Mussi riferisce ... e riflette sulla figura del Fratel F. Tandardini.

M. Monti scrive: a) Il Proprium del Missionario Laico: E’ l’indole secolare e ordinare le cose del mondo tramite Dio e poi ... nella Chiesa, riporta S. Dianic che dice: “ne richiama la figura simbolica dell’estroversione” pag, 7, (io non la capisco).

b) Riportando Lett. A Diogneto sottolinea: “un modo di essere, questo, che è l’essenza della nostra vocazione cristiana” (pag. 8). c) Nel PIME ho uno “spazio” per ...? (pag.8).

M. Monti titola la sua riflessione su :”Stare sulla soglia” (pag. 7).

A queste due sintesi “veloci”, aggiungo quanto scrive il Vicario generale, riportato dal fratel Mussi, che dice valido anche per i Missionari Laici (pag.4): “Noi Missionari del PIME siamo quindi dei battezzati che hanno ricevuto un carisma particolare (espresso nei quattro pilastri ad gentes, ad extra,, ad vitam, insieme) che dobbiamo donare alla Chiesa; questo carisma lo viviamo
con modalità diverse, specifiche per ciascuno. Tutti come battezzati, alcuni come Ministri ordinati”.
Quanto segue è la mia diversa visione del missionario laico.

PRELUDIO NECESSARIO
Permettetemi da subito una domanda: Ci sono mai stati Missionari di seria A
e seria B e Missionarie di seria C? Differenza tra i Missionari del Signore!!! In Dio, uno e trino, c’è comunione delle tre Persone divine, non differenza ..
Beh ! ma la diversità è soltanto tra esseri umani!

E VOI MEMBRI DEL PIME volete essere Missionari laici specializzati o laici specializzati (?) e poi missionari...? Tenendo in vista le parole in rilievo, in questa mia domanda c’è o non c’è una differenza di visione evangelica?

Io vi vedo una differenza essenziale. Secondo il nostro comune intendere, i nostri missionari laici devono essere prima di tutto cristiani autentici. Sant’Ignazio d’Antiochia scrive: essere cristiani, non soltanto chiamarsi. Si tratta dell’essere come Cristo, che significa Unto di Spirito, vero discepolo, che cammina dietro a Lui, il Modello. Qui sono d’accordo con i fratelli Mussi e Monti. Non condivido come identità l’affermazione di indole della laicità (Monti), sia perché sono laici/che anche uomini e donne di altre religioni e sia perché i cristiani col battesimo sono consacrati, rivestiti di Cristo, cioè dell’essere partecipi della dignità di figli adottivi di Dio. Essere cristiani, se da una parte si è uguali agli altri per le occupazioni e la vita sociale, invece si è diversi nel modo di vivere. Un cristiano dovrebbe essere, lui per primo, convinto e credere che, dove entra il Vangelo, deve esserci la differenza nel cuore, nella modalità e nelle finalità dell’agire, della condotta di vita. Il che significa vivere secondo lo spirito evangelico, dietro al Maestro che è “la Via, la verità e la Vita”. Differenza nella modalità quindi, come appunto scrive il fratel Mussi.
La chiamata alla fede cristiana quindi, oltre la sequela, conferisce la figliolanza divina, l’eredità del Regno di Dio, le tre virtù teologali e, con il corredo ontologico, tutte le benedizioni divine per santificare e trasformare tutti i momenti e il ruolo di vita quotidiana.
San Pietro ci fa conoscere la dignità del cristiano, una realtà da non sottovalutare né dimenticare ...
Riporto alcune altre verità-realtà che ritengo essenziali per poi provare il mio pensiero, e consiglio di leggerne il loro contesto biblico per comprendere lo spirito, dal quale nasce e scaturisce il fondamento della vocazione missionaria del laico.
Premetto che san Pietro scrive ai cristiani. Ecco: ”Voi (i cristiani, non i sacerdoti) siete la stirpe eletta, il sacerdozio regale, la nazione santa, il popolo che Dio si è acquistato, perché proclami le opere meravigliose di lui che vi ha chiamati dalle tenebre alla sua ammirabile luce (Il Signore) 1 Pt 2,9-10. E anche: “... Ad immagine del Santo (Gesù Cristo) che vi ha chiamati ... diventate santi anche voi in tutta la vostra condotta ...” e poi ... “Voi sapete che non a prezzo di cose corruttibili ... foste liberati dalla vostra vuota condotta ... ma con il sangue prezioso di Cristo, come agnello senza macchia ...”. E non voglio tralasciare quest’altra citazione: “Stringendovi a lui, pietra viva, (Il Risorto è la pietra viva), rigettata dagli uomini, ma scelta e preziosa davanti a Dio, anche voi venite impiegati come pietre vive (i cristiani autentici) per la costruzione di un edificio spirituale” 1Pt.1,15ss.; 2,4s.. Essere cristiani, quindi, e non chiamarsi. Teniamo presente che lo spirito Santo ispira le scritture sacre; esse sono parola di Dio. Di questo siamo tutti d’accordo.
Tutti preferiscono la realtà alle apparenze e l’essere cristiani autentici comporta vivere la dignità cristiana secondo le realtà-verità delle Sacre Scritture.
In questo momento ricordo e perciò riporto una tagliente espressione di Mahatma Gandhi, l’eroe del cambiamento e dell’indipendenza dell’India. E’ presa dalla sua autobiografia: “ Io amo e stimo Cristo, ma non sono cristiano. Lo diventerei se solo vedessi un cristiano comportarsi come Lui”.

CARISMA DEL MISSIONARIO LAICO
La premessa, ritenuta necessaria, mi serve da fondamento a quanto aggiungo e su cui invito a riflettere, se oggi vogliamo un missionario laico moderno, adatto ai nostri tempi, diverso non opposto a quello del tempo di Felice Tandardini (Myanmar) o dell’architetto Gian Davide (India), due esempi, che fecero, nel loro ruolo di fare missione, opere meravigliose, che a tutt’oggi sono segni di testimonianza dei loro talenti, nonché della loro visione missionaria.
Chi rimane radicato nel passato, manca di uno sguardo al futuro ...non vede la crescita e lo sviluppo della verità e quindi il rinnovamento e la modernità della stessa verità, data come germe o seme.
Il Beato Paolo Manna, pur facendo memoria delle realtà passate e, partendo da esse, non si stancava di volgere lo “sguardo al futuro”... con nuove costruttive idee. Porro unun est necessarium ... Adventum Regnum Dei.
Pensate ... Chiedeva che “uomini sposati”, ben accreditati e stimati dalle comunità cristiane, fossero ordinati sacerdoti allo scopo di assicurare loro il culto a Dio del Mistero Eucaristico (la santa Messa) e scriveva anche: A che serve il celibato se i pagani non sono evangelizzati e non ottengano la salvezza? A che serve lo studio del latino e del greco per i candidati al
sacerdozio per le nostre missioni in Oriente? Essi fanno una fatica ciclonica per studiarli e poi non servono per l’apostolato nel loro paese ...

PROCLAMAZIONE DELLA NOVITÀ' DEL REGNO
Il Cardinale J. H. Newman scrive: “Life is change”.
La vita è cambiamento e sviluppo per assurgere alla piena realizzazione. La vita si rinnova e si conserva pur cambiando non nell’essenza / come per es nel PIME “ad vitam”, “Comunione” e “ad gentes”), ma nelle cose secondarie (come ad es. nel PIME “ad extra” e “insieme”), per il suo sviluppo autentico e armonico e abbandonando le interne scorie o incrostature, dovute al tempo di crescita, come da bambino si va verso l’adulto, da seme verso l’albero con fiori e ... frutti.
Il carisma del missionario laico, per la sua chiamata alla sequela di Gesù Cristo, oggi, nel nostro tempo di mass media, di specializzazione tecnologica e di spostamenti veloci, deve essere liberato da quella mentalità di missionario di seria B, di collaboratore e factotum del missionario di seria A, presbitero o vescovo ... Io vedo il Missionario Laico, esperto nel proclamare la novità del Regno, come incarnata, poi annunziata e vissuta da Gesù Cristo. A lui non deve e non vuole bastare credere nel Vangelo e viverlo ma lui sente d’essere chiamato a proclamare la novità anche con la parola evangelica, gli scritti pregni di spirito e passione missionaria. Il mandato missionario che leggiamo alla fine dei Vangeli, Gesù lo diede quando ascese presso il Padre nella gloria di Risorto, quando cioè era L’UOMO NUOVO e aveva inaugurato il MONDO NUOVO ed era rivolto non solamente agli Undici, pur essendo forse solo loro presenti in quell’evento così importante..
Riporto san Marco: “Gesù disse loro: Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura ,,,”.
Il Vangelo è LA NOTIZIA BELLA, non astratta ma concreta, viva e reale. Essa è la Persona: CRISTO GESU’, IL SIGNORE.

L’identità del Missionario Laico, quindi, è l’essere missionario, pur restando nella qualità di laico. La chiamata al Diaconato o al Presbiterato è diversa ed è un’altra cosa. Un modello di araldo potrebbe essere San Giovanni Battista, il messaggero che prepara la via del Signore, oppure San Francesco d’Assisi, come eccezione, il quale volle fermarsi al Diaconato.
Nota: Si può studiare e vedere la propria chiamata, certamente la vocazione del Missionario laico non è simile a quella per il sacerdozio ministeriale. Ritengo che la sua vocazione è assolutamente e specificamente la PREDICAZIONE DELLA NOTIZIA BELLA.

LA NOTIZIA BELLA
Il Regno di Dio è vicino, presente e operante. Non è semplicemente una verità ma una verità-realtà vivente. Gesù la rivelò con la vita, le opere e l’annuncio della parola, parole come lampada che illumina, come spada che
divide il male dal bene, taglia le catene delle schiavitù fisiche e morali, cambia i lupi in agnelli ... E’ il sogno di Gesù che disse ai discepoli: “Vi mando come agnelli in mezzo ai lupi” (Lc 10.3-6), non perché gli agnelli siano sbranati (a volte accade, è la grazia del martirio, come es. il vescovo Romeo), ma perché i missionari trasformino i lupi in agnelli come fece san Francesco d’Assisi, non di sicuro il contrario: essere sbranati dai lupi.
Gesù sogna sempre un mondo nuovo con creature nuove, dal cuore, dalla mente e dai sentimenti nuovi, come il Suo cuore. Egli ci ha donato l’energia e la forza della risurrezione a vita nuova, di cui ne è la sorgente ricca e inesauribile.

Cari amici, parlo di realtà divine, e sono idee che hanno come fondamento la parola di Dio. Infatti san Paolo dice del Risorto: Egli è divenuto Spirito vivente, e, se li suo Spirito abita in noi, la carità ci spinge ad andare sempre oltre, ad essere “Chiesa in uscita” (Papa Francesco). San Giovanni, l’evangelista, dice di più: “Chi crede in Colui che mi ha mandato, il Padre mio l’amerà e noi verremo a lui e faremo dimora dentro di lui (Gv 14, 21-26). Il Signore sogna tutta una umanità, da lui salvata, come un gregge di agnelli come Lui, Agnello che toglie il peccato del mondo, come indicato da Giovanni Battista ai suoi due discepoli Andrea e un Altro senza nome (forse si può mettere il nome di ognuno di noi missionari ... es. Ferruccio o Vito o Benito) e che ora è glorioso sul trono celeste adorato da angeli e santi (Apo. c.5).
La profezia di Isaia profeta prediceva inoltre la pace universale, la pace tra lupi e agnelli, tra vitello e leone, tra serpenti velenosi e bambini che giocano vicini alle loro buche ... (Isaia c.11,1-10).
E’ una rivoluzione pacifica, ma bisogna crederci e aderire con retta fede a Cristo per agire e proclamare la novità evangelica. Gesù è entrato nella storia umana da sempre per trasformarla in storia divina. La sua Chiesa, noi ... siamo appena all’inizio, che è la nuova evangelizzazione, come proclamata da san Giovanni Paolo II. Purtroppo, non possiamo e non dobbiamo farci illusioni davanti alla scenario del nostro mondo!

Il Missionario Laico, quindi, è Colui che ha ricevuto il carisma di CONTINUARE la Missione di Gesù Cristo, chiamato ad inserirsi con coraggio in questo mondo ed essere l’araldo della Notizia Bella.

ESSA E’ TUTTO IL VANGELO: DALL’ANNUNZIAZIONE ALLA GLORIFICAZIONE DI GESU’ CRISTO E CON LUI LA GLORIFICAZIONE DELL’UMANITA’ E DELLA CREAZIONE.
LA RI-CREAZIONE E’ SUPERIORE ALLA STESSA CREAZIONE, POSTA SOTTO LA CADUCITA’, ANCH’ESSA IN ATTESA DELLA LIBERAZIONE.

LA PAROLA: MISSIONARIO
Il termine “missionario”, non il termine “laico”, quindi indica l’identità del missionario laico. Allora il carisma specifico, sebbene non in tutta l’estensione del suo contenuto, giacché la Missione in toto ha la sua origine nel mistero della SS.ma Trinità, cioè da Dio Padre che manda suo Figlio nel mondo e Lui gli apostoli e mediante loro ... i successori nel ministero sacerdotale.
Anche il Missionario Laico riceve il “Mandato” che all’origine affonda nello stesso mistero dell’Amore ...
Prima della creazione del mondo cì fu il “Si” del Verbo al Padre (Von Balthasar, il Patto). Il Verbo di Dio entrò con l’incarnazione nel mondo per la salvezza dell’uomo. L’incarnazione del Verbo continua. E’ sempre in quel “SI” ripetuto dall’uomo nel tempo. Ecco io vengo ... Continuò nel Si della Vergine Maria (Von Balthasar, Il Rosario). Gesù, il Salvatore, l’Unigenito, la primizia dell’uomo nuovo, Egli vero Dio e vero uomo, l’Unico in assoluto che rivela le realtà divine invisibili ed è l’Unico Supremo Sacerdote e Vittima per la remissione del peccato, continua a chiamare i suoi collaboratori in diversi modi e in diversi tempi.. Il Cristo è tutto in tutti, fino a quando consegnerà tutto al Padre celeste.
Il Missionario Laico, proprio come “missionario”, so di ripeterlo, ha solo il mandato di annunziare con la predicazione e la condotta di vita LA NOTIZIA BELLA, e questo è il suo carisma specifico. Il sacerdozio ministeriale è per il culto liturgico del Mistero Eucaristico, che desidero qualificare col titolo biblico di Nuova Eterna Alleanza (cfr. Picascia Benito, New Eternal Covenant, Aracne Ed. Roma, 2017).

NASCITA DELLA FEDE
“La giustificazione nasce per la fede e la fede per la predicazione (S. Paolo Gal.3,6ss.:c.5, 14s. Rm4,3ss; Tess. 2,13-3,13)
Il Missionario Laico riceve da Cristo Gesù, in modo specifico (il modo lo conosce solo lui e il Padre spirituale), la chiamata all’evangelizzazione per cambiare con la grazia di Dio i lupi in agnelli. Nella sua professione di laico, qualunque essa sia e possa essere, (per es. quella di avvocato, medico, infermiere, professore, meccanico, falegname, esperto in informatica e
tecnologia, TV, computer, ecc.), ha, oltre la sua attività professionale, il carisma di proclamare la novità evangelica che vive e vuole farla conoscere e risplendere come luce e sale di sapienza divina. Egli vuole essere non solo un buon lievito per lievitare la massa di farina (la società) e il sapore da fare gustare la quotidianità delle varie occupazioni, ma essere anche una lampada posta sul candelabro o sul monte. Al Missionario Laico basta la sua professione per vivere e essere utile all’Istituto, ma la sua priorità, la sua
scelta di vita o la sua opzione fondamentale è la continuità della Missione di Gesù Cristo. Lui l’ha chiamato nel suo lavoro professionale senza sottrarlo, l’ha mandato e inviato tramite la SUA CHIESA D’ORIGINE ad evangelizzare ... ad gentes ... Perché san Pietro tornò a fare il pescatore, anche dopo la risurrezione di Gesù e san Paolo continuò a preparare tende anche dopo la conversione ad apostolo di Cristo ad gentes?
E’ mia impressione che sia stato riservato il mandato missionario, per secoli solo a sacerdoti, a religiosi, e grazie a Dio da qualche secolo anche alle Suore, cioè a Religiose, come le Suore di Canossa, di Sant’Anna, poi le Missionarie dell’Immacolata, come per aborto, facendo quasi una concessione eccezionale al mondo delle donne. Invece, finalmente ora lo sappiamo a memoria, tutti i cristiani, per loro appartenenza alla Chiesa, sono per il Battesimo missionari.
La specificità del Missionario Laico e delle Missionarie sta tutta e essenzialmente nella chiamata a proclamare la novità del Regno oltre che col proprio vissuto soprattutto con la parola evangelica, come testimoni veraci e maestri di missionaria spiritualità, dietro l’esempio del Verbo di Dio, l’unico Maestro, cioè kenòsi e risurrezione.
Il ministero della Notizia Bella non richiede né il ministero dell’Ordine del Diaconato né del Presbiterato; sono necessari certamente alcuni anni di studio di teologia biblica, per essere edotti nella predicazione ... Ai chiamati a questa sublime missione ... il potere di decidere il curriculum, che nei tempi moderni si deve ben ponderare e delineare nella verità e realtà per rendere semplice la predicazione della novità evangelica.
Di Apollo (parolaio), san Paolo ne ebbe esperienza, non ce ne bisogno, di San Paolo apostolo delle genti invece... come degli altri Apostoli di sicuro si, ce ne assoluto bisogno, anzi c’è necessità urgente... la messe è molta.
Marco Monti forse potrebbe trovare ... molto spazio anche nel PIME(?).

P. Picascia Benito, PIME

Ducenta, 26-01-2018

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