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Ricordando Padre Ferdinando Germani

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6 Anni 1 Mese fa #85 da segreteria94yk

Il ricordo di un confratello
PADRE FERDINANDO GERMANI, PIME
IL MISSIONARIO DEL SILENZIO ORANTE E OPERATIVO

Anche se mi aspettavo la notizia da un giorno all’altro quando, poco dopo la recita del Regina Coeli, a mezzogiorno di oggi, mi è arrivata la notizia del ritorno alla Casa del Padre del Confratello Ferdinando Germani, ho sofferto.
Era sulla soglia dei novantacinque anni, vissuti in intensità di vita spirituale.
Padre Germani è stato per me maestro di preghiera silenziosa e continuata, educatore ad una missionarietà fattiva anche se costretto dall’ubbidienza a non vedere neanche una delle tante missioni dell’Istituto, delle quali chiedeva continuamente notizie ai missionari sul campo, le raccoglieva e poi raccontava agli altri, soprattutto tramite la stampa.
Io a volte lo accusavo di avermi affidato un impegno, quello di redattore prima e direttore poi, della preziosa rivista missionaria del PIME per le famiglie: Venga il tuo Regno, che di fatto costrinse i superiori a non inviarmi in missione. Lui si difendeva dicendo che era la missione più bella e proficua per il Regno perchè realizzata nella sofferenza dell’ubbidienza.
Ancora studente di teologia mi chiedeva di collaborare attivamente alla rivista e, ordinato sacerdote, chiese e ottenne dai superiori che facessi la spola settimanale tra il Seminario di Ducenta, come docente di letteratura italiana ai nostri seminaristi, e la sede del PIME a Napoli, prima a Via Tasso 91, poi a Viale Colli Aminei 36, come redattore e poi direttore di Venga il tuo Regno.
Padre Germani mi ha fatto conoscere profondamente il beato Padre Paolo Manna, che era morto un anno prima del mio ingresso nel PIME al seminario di Ducenta. Lui era stato suo segretario fedelissimo per anni, ne ha pubblicato tutti gli scritti, mi ha convinto al punto tale che poi discuterò la tesi della mia laurea in missiologia, alla Pontificia Università Urbaniana di Roma, proprio pubblicando per la prima volta il manoscritto del Padre Paolo Manna conservato, dimenticato!, nell’archivio personale del Cardinale Prefetto della Congregazione De Propaganda Fide, poi per l’ Evangelizzazione dei Popoli: “Osservazioni sul metodo moderno di evangelizzazione”. Il cardinale Prefetto era allora Agnelo Rossi, che diceva sempre agli amici di essere stato concepito a Lagonegro (Potenza) ma di essere nato e vissuto a San Paulo, in Brasile.
Del beato Padre Paolo Manna Padre Germani ha imitato la santità missionaria silenziosa ma impregnata di preghiera e di attività tese a costruire nella coscienza ecclesiale la consapevolezza responsabile della sua natura missionaria.
Era devotissimo della Madonna, soprattutto la Madonna della Speranza, la cui icona il beato Padre Paolo Manna aveva intronizzato nella cappella del Seminario Missionario di Ducenta e davanti alla quale –mi raccontava Padre Germani- si fermava anche a notte iniziata a pregare in silenzio mentre tutti gli altri dormivano.
Quando fui nominato superiore della Regione Italia Meridionale del PIME, lo scelsi come segretario e fu per me e il mio delicato incarico un aiuto veramente prezioso.
Anche nella nostra Comunità di Rancio di Lecco ha studiato e pubblicato scritti di e su Padre Paolo Manna.
Ora, sono certo!, con lui gode la gloria del cielo e di là continua ancora più e meglio di prima, la sua missione preziosa di missionario orante per la gloria di Dio e la salvezza delle anime.
E da lì prega ancora di più per il PIME, la sua amata Famiglia di apostoli, e per la coscienza missionaria di tutte le nostre Chiese locali. Difatti l’ultima sua fatica apostolica fu la pubblicazione di un altro scritto inedito del beato Padre Paolo Manna: “Le nostre Chiese e la propagazione del Vangelo”, profezia del Concilio Ecumenico Vaticano II sulla natura missionaria di ogni Chiesa locale e, quindi, della Chiesa universale
Grazie, Padre Germani!

Padre Giuseppe Buono, PIME

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