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COMMENTO AL MESSAGGIO PER LA GIORNATA MISSIOARIA MONDIALE DI PAPA FRAN

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6 Anni 4 Settimane fa #90 da buono.giuseppe
COMMENTO AL MESSAGGIO PER LA GIORNATA MISSIOARIA MONDIALE DI PAPA FRANCESCO
La missione mantiene giovane la fede cristiana
Papa Francesco inizia il suo Messaggio per la prossima Giornata Missionaria Mondiale, la 92ma, che si celebrerà domenica 21 ottobre, dichiarando che quello che lo ha spinto a scrivere e inviare questo Messaggio alla Chiesa è la sua convinzione che la “missione mantiene giovane la fede cristiana”!
Cita il Predecessore san Giovanni Paolo II che nella celebre enciclica missionaria Redemptoris Missio affermava categoricamente che la “fede si rafforza donandola!” (N. 7): Scrive Papa Francesco: “Ciò che mi spinge a parlare a tutti, dialogando con voi, è la certezza che la fede cristiana resta sempre giovane quando si apre alla missione che Cristo ci consegna”.
Ogni cristiano è lui stesso una missione
Una seconda convinzione che Papa Francesco esprime è che ogni cristiano, per natura del suo battesimo, costituisce una missione: “Ogni uomo e donna è una missione, e questa è la ragione per cui si trova a vivere sulla terra. Essere attratti ed essere inviati sono i due movimenti che il nostro cuore, soprattutto quando è giovane in età, sente come forze interiori dell’amore che promettono futuro e spingono in avanti la nostra esistenza. Nessuno come i giovani sente quanto la vita irrompa e attragga”.
Per provare questa realtà Papa Francesco si riferisce ai ricordi della sua infanzia e a quelli della sua famiglia: “Vivere con gioia la propria responsabilità per il mondo è una grande sfida. Conosco bene le luci e le ombre dell’essere giovani, e se penso alla mia giovinezza e alla mia famiglia, ricordo l’intensità della speranza per un futuro migliore. Il fatto di trovarci in questo mondo non per nostra decisione, ci fa intuire che c’è un’iniziativa che ci precede e ci fa esistere. Ognuno di noi è chiamato a riflettere su questa realtà: «Io sono una missione in questa terra, e per questo mi trovo in questo mondo» (Evangelii gaudium, 273).
Ai giovani: “Non abbiate paura”!
Riflessioni e inviti accorati Papa Francesco rivolge direttamente ai giovani, in vista anche del prossimo Sinodo dedicato a loro. Con molta immediatezza e familiarità li invita ad andare in missione e addirittura riferisce come prova la sua stessa esperienza giovanile.
Scrive: “Cari giovani, non abbiate paura di Cristo e della sua Chiesa! In essi si trova il tesoro che riempie di gioia la vita. Ve lo dico per esperienza: grazie alla fede ho trovato il fondamento dei miei sogni e la forza di realizzarli. Ho visto molte sofferenze, molte povertà sfigurare i volti di tanti fratelli e sorelle. Eppure, per chi sta con Gesù, il male è provocazione ad amare sempre di più. Molti uomini e donne, molti giovani hanno generosamente donato se stessi, a volte fino al martirio, per amore del Vangelo, a servizio dei fratelli. Dalla croce di Gesù impariamo la logica divina dell’offerta di noi stessi (cfr 1 Cor 1,17-25) come annuncio del Vangelo per la vita del mondo (cfr Gv 3,16)… Alla scuola dei santi, che ci aprono agli orizzonti vasti di Dio, vi invito a domandarvi in ogni circostanza: “Che cosa farebbe Cristo al mio posto?”.
La missione sui ponti generazionali
Poi Papa Francesco stabilisce una certa gradualità di età e di esperienza di vita nell’annuncio del Vangelo, e ci sembra una riflessione singolare forse mai trattata esplicitamente così. Scrive ai giovani: “Voi state sbocciando alla vita. Crescere nella grazia della fede a noi trasmessa dai Sacramenti della Chiesa ci coinvolge in un flusso di generazioni di testimoni, dove la saggezza di chi ha esperienza diventa testimonianza e incoraggiamento per chi si apre al futuro. E la novità dei giovani diventa, a sua volta, sostegno e speranza per chi è vicino alla meta del suo cammino. Nella convivenza delle diverse età della vita, la missione della Chiesa costruisce ponti inter-generazionali, nei quali la fede in Dio e l’amore per il prossimo costituiscono fattori di unione profonda.
Questa trasmissione della fede, cuore della missione della Chiesa, avviene dunque per il “contagio” dell’amore, dove la gioia e l’entusiasmo esprimono il ritrovato senso e la pienezza della vita...”.
Poi Papa Francesco stabilisce una specie di successione spirituale nel realizzare la missione della Chiesa. Ha parlato dell’espansione della fede; questa “genera l’incontro, la testimonianza, l’annuncio; genera la condivisione nella carità con tutti coloro che, lontani dalla fede, si dimostrano ad essa indifferenti, a volte avversi e contrari. Ambienti umani, culturali e religiosi ancora estranei al Vangelo di Gesù e alla presenza sacramentale della Chiesa rappresentano le estreme periferie, gli “estremi confini della terra”, verso cui, fin dalla Pasqua di Gesù, i suoi discepoli missionari sono inviati, nella certezza di avere il loro Signore sempre con sé (cfr Mt 28,20; At 1,8). In questo consiste ciò che chiamiamo missio ad gentes, la periferia più desolata dell’umanità bisognosa di Cristo è l’indifferenza verso la fede o addirittura l’odio contro la pienezza divina della vita”. In questo modo la classica espressione missio ad gentes, cioè l’annuncio del vangelo a chi ancora non l’ha ricevuto, si arricchisce di nuove realtà verso le quali i cristiani devono sentirsi inviati. Per Papa Francesco “ogni povertà materiale e spirituale, ogni discriminazione di fratelli e sorelle è sempre conseguenza del rifiuto di Dio e del suo amore”.

Volontariato missionario
Ancora rivolgendosi ai giovani Papa Francesco sottolinea l’importanza del volontariato missionario che nasce dalle realtà ecclesiali che permettono ai giovani “di incontrare personalmente Cristo vivo nella sua Chiesa: le parrocchie, le associazioni, i movimenti, le comunità religiose, le svariate espressioni di servizio missionario. Tanti giovani trovano, nel volontariato missionario, una forma per servire i “più piccoli” (cfr Mt 25,40), promuovendo la dignità umana e testimoniando la gioia di amare e di essere cristiani”.
A noi sembra, per esperienza diretta e lunga decina d’anni, che il volontariato missionario oggi è una vera fiamma che accende, soprattutto nei cuori giovanili, impegni generosi, e a volte eroici. Mi sia permesso citare -come casi- una ragazza formatasi nel Movimento Giovanile da me fondato nel 1972, pugliese, che da circa dieci anni, in silenzio eroico e mettendo in gioco la propria vita, aiuta in un Centro Sanitario del Cameroun gruppi di bambini malati di AIDS. Ogni tanto mi invia qualche breve messaggio per dirmi la sua gioia di servire e amare Gesù in quei poveri esseri umani colpiti già in tenera età da una malattia crudele.
O di un’altra ragazza di oltre vent’anni fa, del gruppo del Movimento Giovanile di un paese di Lecce che silenziosamente ed eroicamente vive e aiuta drammaticamente un gruppo di donne sfruttate fino all’ultimo alla periferia di Santiago del Cile. E mi ricordano gli anni giovanili quando nel Movimento Giovanile Missionario imparò a donarsi agli altri. E mi ha ricordato di recente che fui io il … tentatore quando, dopo un incontro le dissi: “Ti chiami Donata, vero? Allora cosa fai qui? Va lontano e donati agli ultimi, come chiede Gesù…”.
Di questi eroismi nessuno parla o scrive, tanto meno radio e televisioni. E’ ancora il seme buttato nel terreno che nel silenzio operoso e orante produce la spiga, poi il pane per sfamare gli affamati.
Le Pontificie Opere Missionarie
Alla fine del Messaggio Papa Francesco parla delle Pontificie Opere Missionarie che sono nate per servire la causa del Vangelo cominciando in patria con la formazione missionaria di Vescovi, sacerdoti, religiosi, seminaristi fino all’ultimo battezzato. Scrive Papa Francesco: “Da cuori giovani (credo si tratti di giovinezza dello spirito missionario…)sono nate le Pontificie Opere Missionarie, per sostenere l’annuncio del Vangelo a tutte le genti, contribuendo alla crescita umana e culturale di tante popolazioni assetate di Verità. Le preghiere e gli aiuti materiali, che generosamente sono donati e distribuiti attraverso le POM, aiutano la Santa Sede a far sì che quanti ricevono per il proprio bisogno possano, a loro volta, essere capaci di dare testimonianza nel proprio ambiente. Nessuno è così povero da non poter dare ciò che ha, ma prima ancora ciò che è. Mi piace ripetere l’esortazione che ho rivolto ai giovani cileni: “Non pensare mai che non hai niente da dare o che non hai bisogno di nessuno. Molta gente ha bisogno di te, pensaci. Ognuno di voi pensi nel suo cuore: molta gente ha bisogno di me” (Incontro con i giovani, Santuario di Maipu, 17 gennaio 2018).
E termina con l’ultima esortazione ai giovani e, una cara novità, invocando alla fine, assieme ai classici santi missionari: Francesco Saverio e Teresa di Gesù Bambino anche il beato Padre Paolo Manna, del PIME, fondatore della Pontificia Unione Missionaria.
Ai giovani conclude: “Cari giovani, il prossimo Ottobre missionario, in cui si svolgerà il Sinodo a voi dedicato, sarà un’ulteriore occasione per renderci discepoli missionari sempre più appassionati per Gesù e la sua missione, fino agli estremi confini della terra. A Maria Regina degli Apostoli, ai santi Francesco Saverio e Teresa di Gesù Bambino, al beato Paolo Manna, chiedo di intercedere per tutti noi e di accompagnarci sempre”
Ci permettiamo di aggiungere: alla Madonna, Regina degli Apostoli e prima Missionaria del Figlio, chiediamo di prepararci degnamente a vivere ogni giorno come Giornata Missionaria Mondiale!
P. Giuseppe Buono, PIME

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