Algeri: col doposcuola ci facciamo prossimo ai ragazzi della casbah

Padre Piero Masolo ci racconta la sua attività in Algeria, Paese quasi esclusivamente musulmano, dove però la creatività missionaria sta aprendo alcune “brecce” interessanti.
Come va qui in Algeria? Un po’ stanchi nel seguire tutte le attività, e nello sforzo per aprire nuove piste, ma i frutti ora si vedono! Ecco qualche novità degli ultimi mesi.
Da gennaio monsignor Paul Desfarges, che è vescovo di Constantine e amministratore apostolico di Algeri (dopo che il predecessore è stato nominato nunzio in Pakistan nel 2015), mi ha nominato co-responsabile della Biblioteca di Ben Cheneb. Ha sede in una splendida "dar" (casa), costruita tra il 1850 e il 1860 da una famiglia ebraica in stile neo-moresco.
Lavoro insieme a suor Veronica, agostiniana cilena. Continuo ad insegnare inglese due volte a settimana, ma mi occupo soprattutto di arricchire l'équipe ed è una sfida interculturale, perché alle due bibliotecarie algerine si è aggiunta una volontaria francese, Marion, che in Algeria per un anno grazie a un accordo con la DCC (Delegazione per la Cooperazione Cattolica della Conferenza Episcopale Francese), qualcosa di simile alla nostra Focsiv. Abbiamo 110 liceali iscritti e vogliamo rilanciare le attività, soprattutto il doposcuola, che rappresenta un'ottima possibilità di entrare in contatto con giovani algerini provenienti da quartieri popolari. Il tutto nella Casbah, cioè l'antica médina ottomana, che, pur essendo patrimonio dell'UNESCO, cade in rovina. In ciò seguiamo le orme di due martiri, frère Henri Verges, marista, e soeur Paul Hélène de Saint Raymond, assunzioni sta, uccisi entrambi lì nel 1994, mentre accoglievano i ragazzi esattamente come facciamo noi.
Un altro ambito di impegno è la cappellania degli studenti. Il vescovo Paul mi ha proposto anche di inserirmi nella cappellania degli studenti universitari di Algeri: una vera sorpresa, molto interessante! Si tratta di studenti provenienti da tutta l’Africa sub-sahariana, oltre a qualche algerino. Giovani cristiani, in gamba, che domandano un accompagnamento umano e spirituale.
Infine, la cappellania degli italiani. Alla Messa settimanale si è aggiunto il catechismo per un gruppetto di 8 ragazzini che sto preparando alla Prima Comunione, che faranno a fine giugno. Ad essi si è aggiunto un papà, che ha chiesto la Cresima, e con il quale faccio degli incontri personalizzati. Devo dire che fa bene avere un "piccolo gregge" (una trentina di persone) con cui condividere un cammino.
Come dicevo, quindi, il lavoro non manca e la stanchezza a volte si fa sentire. A proposito: c’è qualcuno che vuole darci una mano?
Algeria, Algeri, casbah, frère Henri Verges, soeur Paul Hélène de Saint Raymond
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