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Aperta la nuova sezione etnologica dei Musei vaticani

 

L’apertura della nuova sezione etnologica dei Musei Vaticani, avvenuta ieri con la solennità del caso (erano presenti cardinali, ambasciatori, personalità del mondo culturale…), segna una data storica nella vita della prestigiosa istituzione. Proprio accanto alla Pinacoteca – che ospita opere di artisti come Leonardo, Michelangelo e Raffaello – ora i visitatori potranno accostarsi alla “anima mundi”, come il direttore del Museo etnologico vaticano, padre Nicola Mapelli del Pime, ama definire la nuova esposizione.

Nuovo è l’allestimento delle opere (una minima parte del totale rimasto nei depositi), che hanno cominciato ad accumularsi a Roma dal lontano 1691. Ma è con la grande Esposizione Vaticana del 1925, sotto Papa Pio XI, che avviene il più massiccio invio a Roma di oggetti d’arte e cultura dalle nuove frontiere della Chiesa. Su una superficie espositiva di circa sette mila metri quadrati - metà della quale ancora in fase di completamento - i visitatori possono ora ammirare una collezione unica di oggetti provenienti dai continenti extra-europei, che vanno dall’epoca preistorica alle civiltà precolombiane, orientali, islamiche sino a quelle di Australia, Africa, Oceania e delle Americhe.

Quello della sezione etnologica dei Musei Vaticani non è quindi solo un grande lavoro di conservazione e di valorizzazione presso il pubblico di manufatti artistici del passato. A detta dei collaboratori, tra cui l’australiana Katherine Aigner, che con padre Mapelli segue le collezioni, si tratta di rendere questi oggetti “ambasciatori culturali”, riconnetterli alle comunità umane che li hanno prodotti, valorizzarli addirittura presso i loro discendenti. Dietro alla nuova esposizione ci sono decine di viaggi in ogni parte del mondo, allo scopo di ricostruire il significato originario e l’eredità dei manufatti. «Alcune di queste comunità - precisa padre Mapelli - oltre a vivere l’impatto con la modernità, affrontano oggi gravi problemi politici e sociali; il loro ambiente naturale è spesso minacciato; senza dire dei gruppi che nel passato sono stati sterminati». Padre Mapelli ha fatto esperienza diretta di tutto questo tra le popolazioni native dell’isola di Mindanao nelle Filippine (1993- 2004).

L’apertura del nuovo allestimento delle sale del Museo etnologico vaticano è stata accompagnata dalla presentazione del catalogo “Le Americhe”, un volume di quattrocento pagine uscito separatamente in italiano, inglese, spagnolo, che illustra i duecento pezzi più significativi dei diecimila custoditi dalla Santa Sede e relativi alle civiltà precolombiane e dei popoli nativi delle Americhe.

(Sul numero di giugno-luglio di Mondo e Missione un racconto più dettagliato dell’evento a firma di padre Giorgio Licini)

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