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Anno Santo della misericordia, i frutti di Saitama

 

Brasiliano di origini italiane, padre Pedro Tomaseli lavora da alcuni anni in Giappone. In questa testimonianza, racconta la sua esperienza relativamente al Giubileo della misericordia.

L'Anno Giubilare della Misericordia è un anno davvero straordinario perché ha già lasciato segni e portato frutti in molti cuori. E questo non solo per me, ma anche per tanti nella diocesi di Saitama.

In occasione di questo Anno Giubilare, noi (16 persone) della parrocchia Sacro Cuore di Gesù a Isesaki abbiamo fatto un pellegrinaggio di tre giorni a Nagasaki e alle isole di Goto. Per rendere più ricco questo pellegrinaggio ho detto a questi 15 pellegrini di prepararsi bene soprattutto spiritualmente per "lucrare le indulgenze". La maggioranza di loro non sapeva che cosa significasse la parola “indulgenza”. Uno ha chiesto addirittura se si potessero pagare le indulgenze, visto che in passato la Chiesa aveva vietato. Gli ho risposto che Dio non era un distributore automatico di bibite! In mezzo a tanti malintesi a riguardo delle indulgenze, ho provato a spiegare a questi pellegrini con il mio povero giapponese, il contenuto di questa dottrina: ne è valsa la pena. Una signora mi ha detto che lucrare indulgenze è una grazia, ma che anche si deve lavorare di più per la conversione. Lei – in precedenza - pensava che una volta che ci si confessa finisse tutto lì.

Abbiamo passato tre Porte Sante seguendo le quattro condizioni (la quarta è scegliere una tra le opere di misericordie corporale e spirituali). Noi pellegrini abbiamo imparato l'importanza di pregare insieme, di "essere uno" in mezzo alla diversità (eravamo giapponesi, vietnamiti e brasiliani) e abbiamo compreso lo scopo di un autentico pellegrinaggio, ossia la conversione.

Anche il gruppo nippo-brasiliano mi ha chiesto di guidarlo a raccogliere i vari frutti in quest'Anno Giubilare. Sono venuti 60 pellegrini da Isesaki, Ohta (Gunma), Honjo, Kazo (Saitama) e Koga (Ibaraki). Prima della Messa si sono confessati (la mia testa girava e girava…); ho celebrato l’Eucaristia con loro e ho fatto una catechesi sulle indulgenze. Poi siamo andati a Maebashi (luogo di una delle 4 Porte Sante aperte in diocesi) in macchina e, recitate le preghiere previste, siamo passati dalla Porta, pregando e poi meditando sulla parabola della pecora ritrovata e la parabola della dracma ritrovata (Lc 15). Insomma un invito a gustare la misericordia, il perdono incondizionato del Padre e l'esseri misericordiosi verso gli altri. Ho sentito alcuni brasiliani dire che dobbiamo essere più attenti a non commettere peccato, visto che, sebbene la colpa sia stata rimessa durante la confessione sacramentale, la pena temporale rimane.

Alcuni sono rimasti contenti dopo aver riscoperto che c'è un valore ecclesiale nel fare penitenza e sacrificarsi per la salvezza personale e altrui.

Sia Benedetto Dio!

Nella foto: giovani della diocesi di Saitama

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