Congressino 2017, grande festa per i 50 anni di missione in Camerun

«Chi sono io per te? Ovvero: chi è Gesù per me?. La domanda che, nel Vangelo, Cristo rivolge ai suoi è la stessa che fa oggi a ciascuno. Si va in missione con questa domanda nel cuore, tutto il resto viene dopo». Con queste parole ha aperto la sua intensa omelia padre Maurizio Bezzi, stamattina, durante la celebrazione che ha solennemente ricordato i primi 50 anni di presenza del Pime in Camerun, nel corso del Congressino n.86, al Centro Pime di Milano.
Alla Messa - presieduta da padre Ferruccio Brambillasca, superiore generale e concelebrata, in un clima di gioia, da padre Carlo Tinello, superiore per l’Italia, monsignor Giuliano Frigeni, vescovo di Parintins, in Amazzonia brasiliana e da un folto gruppo di missionari Pime - hanno partecipato, come al solito, centinaia di persone che hanno gremito totalmente l’auditorium del Centro missionario. Presenti alla celebrazione anche diversi padri, missionari laici del Pime e laici e famiglie dell’Alp che lungo gli anni si sono alternati nel servizio missionario in Camerun.
Citando papa Francesco, padre Bezzi ha riaffermato l’impegno della missione come imperativo: «meglio una Chiesa ferita di una che sa di muffa perché statica».
Riferendosi, poi, alla circostanza speciale della celebrazione padre Maurizio ha indicato nel sentimento della gratitudine, per le meraviglie operate da Dio nei 50 anni scorsi in Camerun, il sentimento più giusto, aggiungendo che «Dio ha fatto miracoli nonostante la nostra povertà e fragilità». Ha quindi presentato la varietà di ambiti e servizi in cui la testimonianza missionaria del Pime si è declinata nel corso dei decenni nel Paese che è chiamato “l’Africa in miniatura”: dalla traduzione della Bibbia e liturgia in lingua locale (tupuri e guiziga), alla formazione dei catechisti, alla pastorale di evangelizzazione nel contesto sia urbano che rurale, per arrivare alla formazione dei seminaristi e alle diverse forme di servizio agli ultimi.
Attivo in Camerun dal 1987 (per quattro anni a Touloum, poi da 1991 stabile a Yaoundé), padre Bezzi ha quindi presentato sinteticamente la propria esperienza di accoglienza dei ragazzi di strada o ex detenuti, avviata da anni grazie al Centro Edimar. «Il segreto del Centro è la possibilità di un’amicizia vera», ha spiegato, raccontando come «i ragazzi di strada mi hanno evangelizzato, perché mi hanno costretto a essere vero e a non dar mai nulla per scontato». La forza dell’amicizia, ha spiegato, ha dato ad alcuni dei ragazzi ospiti in Edimar la capacità di cambiare radicalmente vita, abbandonando droga e violenza, scegliendo il perdono al posto delle vendetta. «La sfida per noi missionari è arrivare al cuore di ciascuno, oltre la corazza che i ragazzi di strada indossano per difendersi e incrociare le domande profonde, autentiche che sono in ogni cuore. Importante inoltre è far capire che ogni uomo è un tesoro e conta agli occhi di Dio, ben oltre la sua storia e i suoi errori».
Ha infine concluso l’omelia invocando «la santa audacia di cercare vie nuove per annunciare il Regno», come dice papa Francesco nel messaggio per la Giornata missionaria mondiale di quest’anno.
Dopo l’omelia, la toccante cerimonia della promesse definitive e la consegna dei crocifissi ai missionari partenti. In entrambi i casi, è stato evidente, agli occhi di tutti, il forte cambiamento che da anni l’Istituto sta vivendo, da quando si è aperto all’internazionalizzazione (1989): da alcuni anni, i padri di origine straniera che vengono ammessi all’Istituto sono decisamente preponderanti. Nel caso odierno, nessun italiano era presente nelle file dei nuovi membri del Pime né in quelle dei padri partenti.
Hanno pronunciato la Promessa Definitiva di aggregazione al PIME: Mateus JENSEN DIDONET (Brasile), Luis Alberto PEREZ DE LA CRUZ (Messico), Patience KALKAMA (Camerun), Paul Sunil Babu JANGAM, Subba Rao GIDDI, Prasanth Kumar GUNJA e Bala Raju MAREBOIANA (India), tutti studenti del Seminario Teologico del PIME a Monza.
Hanno invece ricevuto il Crocefisso, nel corso di un momento intenso e commuovente 5 padri del Pime, 6 suore dell’Immacolata e un gruppo di laici dell’Alp. Ecco i loro nomi: padre NARESH GOSALA, destinato in Guinea Bissau; padre JOHN REGAN GOMES, destinato in Guinea Bissau; padre ACE VALDEZ, destinato in Brasile; padre SAI PRASANTHA KUMARA MANYAM, destinato in Messico; padre RAUL BONTE CO', destinato in Bangladesh; padre MARCELO FARIAS DOS SANTOS, destinato in Giappone.
Delle Missionarie dell’Immacolata – PIME: suor LORENZA RAFFAELLA RADINI, destinata in Bangladesh; suor CELESTINA SEBASTINE, destinata in Bangladesh; suor PAVANI MATHANGI, destinata in Hong Kong – Cina; suor PUSHPALATHA MULAPAKA, destinata in Guinea Bissau; suor IRENE KUAM, destinata in Camerun; suor REKHA GARWAL, destinata al Nord Africa.
Infine, dall’Associazione Laici Pime stanno per partire: i coniugi SILVIA E EDOARDO PIUBELLO col piccolo GIONA, destinati in Cina; i coniugi CHIARA E SALVATORE LA LOGGIA col piccolo ZACCARIA, destinati in Algeria; DARIO LEONI, destinato in Camerun e ALBERTO MALINVERNO, destinato in Bangladesh
Dopo il pranzo comunitario, in un clima di festa e amicizia, la giornata si è conclusa con la presentazione dei cammini Pime per i giovani, cui hanno fatto seguito testimonianze e danze dal mondo.
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