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Padre Cervellera ospite al vertice ecumenico su xenofobia e populismo

Vaticano

 

Padre Bernardo Cervellera, direttore di Asianews, in qualità di esperto parteciperà ai lavori del vertice che si svolge in Vaticano da oggi e fino al 13 dicembre sul tema "Xenofobia e populismo", fenomeni di cui si registra un forte aumento negli ultimi tempi, specie in relazione alla crisi migratoria.

L’evento è promosso dal Consiglio mondiale delle Chiese insieme al Dicastero vaticano per il Servizio dello Sviluppo umano integrale, in collaborazione con il Pontificio Consiglio per l’Unità dei Cristiani. L’obiettivo è quello di preparare il terreno per una Conferenza mondiale sugli stessi temi in programma dal 21 al 24 maggio 2018.  

Alla base vi è la convinzione del ruolo cruciale che le Chiese possono svolgere nel compito di promuovere una società umana giusta e più sana. Più nel dettaglio, durante i lavori del simposio si vogliono discernere i mezzi per una maggiore collaborazione e per azioni comuni, compreso il miglior uso degli strumenti dei media, per trasformare questa realtà crescente e disumanizzante di intolleranza e odio e promuovere una cultura di rispetto, solidarietà e coesione sociale. 

«La paura o l’odio per qualcosa di strano, estraneo, alieno, diverso, cioè ciò che viene percepito come “altro”, sta penetrando in tutti i settori della società: sociale, culturale, politico e spirituale», sottolineano infatti i promotori in un comunicato. Questo sentimento «permea i media e influenza le politiche e le opinioni pubbliche, minacciando così i valori umani e morali della società». 

Durante la tre giorni si esploreranno perciò le modalità con cui le Chiese possono lavorare insieme per affrontare in modo proattivo questa crescente paura e trovare risposte costruttive modellate sulla spiritualità e le tradizioni cristiane di rispetto dei diritti e della dignità umana. 

In particolare, nel contesto della complessa crisi globale dei migranti e dei rifugiati, le Chiese ritengono di non poter rimanere silenziose o indifferenti, «ma devono essere consapevoli del loro mandato missionario e morale per cercare modi realistici e costruttivi per affrontare la xenofobia e il populismo», spiegano gli organizzatori.  

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