Skip to main content

46° anniversario del Movimento Giovanile Missionario

Movimento Giovanile Missionario

 

 

LA MISSIONE E’ SEMPRE GIOVANE

Il Movimento Giovanile delle Pontificie Opere Missionarie – Missio Giovani - compie quarantasei anni di vita e di animazione missionaria. Due sono missionari del PIME, tre le Missionarie del’Immacolata la cui vocazione è nata da questo movimento.

L’inizio

Il Movimento Giovanile delle Pontificie Opere Missionarie – oggi Missio Giovani- compie quarantasei anni di vita. Il Progetto Missione, documento ufficiale sulle Pontificie Opere Missionarie e attività connesse, ricorda che “Il 25 aprile 1972, per iniziativa del P. Giuseppe Buono, del PIME, nasceva il Movimento Giovanile delle Pontificie Opere Missionarie”.

Dopo la crisi dei gruppi e associazioni missionarie, scoppiata nel Convegno Nazionale Missionario di Assisi del luglio 1968, tra la fine del 1970 e l’inizio del 1971 visitai, con la collaborazione dei primi giovani impegnati, diversi gruppi giovanili che facevano riferimento agli Uffici Missionari Diocesani, agli Istituti Missionari o erano comunque collegati con qualche missionario. Gli incontri erano frequenti, soprattutto nelle regioni dell’Italia meridionale, in Sicilia e in Sardegna. Man mano, coinvolgendo i Vescovi e i Direttori degli Uffici Missionari Diocesani, si riuscì a far sentire la necessità di un organismo che collegasse i vari gruppi giovanili diocesani dando loro una formazione missionaria, spirituale e teologica nella dimensione della universalità della missione.

 

Il cammino

Il primo Convegno Missionario dei gruppi giovanili si celebrò il 12 dicembre 1971 nel Seminario Missionario del PIME. accanto al fondatore beato Padre Paolo Manna a Trentola Ducenta (Caserta). Fu deciso anche il nome da dare ai gruppi: Movimento Giovanile Missionario.

Il 19 marzo 1972 il secondo Convegno ad Avellino, nel Seminario diocesano, presieduto dal vescovo locale.

Il 25 aprile 1972 nel Seminario di Sorrento (Napoli), presenti 85 tra Direttori diocesani POM e responsabili del Movimento, alla presenza dell’Arcivescovo di Castellammare-Sorrento, alle ore 10,30 mons. GB. Reghezza, Direttore Nazionale delle Pontificie Opere Missionarie, proclamava ufficialmente nato il Movimento Giovanile Missionario.

Seguirono i Convegni Missionari annuali a Foggia, Taranto, Amalfi, Catania, dove a guidare i lavori era stato P. Salvatore Carzedda, giovane missionario del PIME nativo di Nuoro, che poi partì per le Filippine e venne ucciso da un gruppo di musulmani fanatici a Zamboanga City, capitale delle isole Mindanao, il 5 maggio 1992, martire del dialogo interreligioso. Seguì il convegno di Subiaco, poi quello di Sassone, alle porte di Roma, nel convento dei Padri Carmelitani, e così via con cadenza annuale.

 

La collocazione missionaria

Mons. Federico Federici, Direttore Nazionale POM, durante il Consiglio Nazionale delle medesime, tenutosi a Roma il 1 e 2 giugno 1973, dichiarò il Movimento “espressione giovanile del lavoro delle Pontificie Opere Missionarie”.

Nel Consiglio Nazionale delle POM del 9-10 giugno 1977 venne approvato lo Statuto del Movimento chiamato: Dichiarazione del Movimento Giovanile Missionario.

Paolo VI nell’ultima Udienza Generale del suo pontificato, nella residenza di Castel Gandolfo, nell’agosto del 1978, salutò così i giovani del Movimento presenti: “Con effusione di sentimento diamo il nostro benvenuto ai duecento giovani del Movimento Giovanile Missionario, dei quali conosciamo il generoso impegno nell’animazione missionaria delle loro Chiese particolari. Su tutti scenda, propiziatrice di copiosi favori celesti, la nostra apostolica benedizione”.

La sera del 23 agosto 1979, ancora a Castel Gandolfo, Giovanni Paolo II ricevette e restò per circa un’ora con gli Assistenti e i giovani del Movimento, che io gli presentai, sottolineando lo spirito missionario universale che lo animava. Il Papa parlò a lungo e trasmise una passione missionaria carica di amore a Cristo a alla sua Madre Maria. Ci congedò così: “Il Papa apprezza molto il vostro impegno, incoraggia il vostro nobile lavoro e vi esorta a perseverare in esso, sempre consapevoli di fare cosa gradita al Signore, proficua alla Chiesa e tanto necessaria al mondo intero…”. Lungo il suo pontificato ha incontrato diverse volte i responsabili e i giovani del Movimento.

Il Movimento Giovanile Missionario compie quarantasei anni di vita; il nome è cambiato, ora si chiama Missio Giovani, ma la passione per la missione universale della Chiesa è la stessa, una missione sempre giovane, vissuta nel cuore di Maria, prima Missionaria del Figlio, Stella dell’Evangelizzazione.

 

Il tabernacolo del Movimento Giovanile Missionario

Oggi il Movimento Giovanile Missionario, Missio Giovani è presente in diverse diocesi, ma ha il suo tabernacolo in quattro consacrate che furono ragazze del Movimento: suor Giovanna Paola, suor Maria Letizia, suor Veronica, suor Angela che realizzano il carisma del Movimento Giovanile Missionario nel Protomonastero di Santa Chiara ad Assisi e in quello di Valsugana. Una anima la missione come clarissa apostolica. Un’altra, che fu responsabile del Movimento in Puglia, lavora da quindici anni nella Repubblica Democratica del Congo, consacrata tra le Oblate OMI; un’altra, da volontaria laica, lavora da cinque anni in Cameroun, e non sa come ringraziare il Signore per la gioia che le scoppia nel cuore; una è tra le Suore Missionarie dell’Immacolata da anni in Brasile, un’altra, originaria anch’essa della Puglia, da venticinque anni vive tra le donne abbandonate e sfruttate alla periferia di Santiago del Cile; un’altra, laica, -fisico nucleare e fisico medico- compie miracoli di pazienza e di scienza trattando con la medicina nucleare gli operati di tumore al cervello nell’ospedale cittadino di Benevento; un’altra ancora si perde nell’amore per i malati di tumore nell’ospedale cittadino di Matera. Ancora: un “antico” ragazzo del Movimento è missionario del PIME, prima in Cambogia e ora padre spirituale nel seminario missionario teologico di Monza; un altro è stato superiore provinciale dei saveriani; diversi, di cui ho perso le tracce, sono sacerdoti diocesani molto impegnati nell’animazione missionaria. Per concludere, poi, quattro “antichi” Assistenti del Movimento sono vescovi: uno, mons. Luigi Bommarito, arcivescovo emerito di Catania, che infiammò di passione missionaria i giovani della Sicilia come Assistente Regionale del Movimento; poi mons. Todisco, arcivescovo emerito di Brindisi, che ha dato un’anima missionaria vigorosa alla diocesi; l’altro è l’arcivescovo della diocesi di Amalfi-Cava, già Assistente Regionale per la Campania, mons. Orazio Soricelli e infine l’arcivescovo di Pescara, mons. Tommaso Valentinetti, che fu Assistente del Movimento per l’Abruzzo - Molise.

Ecco il tabernacolo del Movimento Giovanile Missionario, Missio Giovani. Ma chiaramente dentro questo tabernacolo vi sono tutti gli altri che spendono con la gioia del Vangelo la loro vita in famiglia, nel lavoro, nello studio, nell’impegno ecclesiale.

Dopo quarantasei anni di vita e di opere oggi il Movimento è più che mai Movimento e Giovanile, e Missionario.

Io affido tutto al cuore di Maria, prima Missionaria del Figlio, e impegno tutti quelli che oggi realizzano la Missio Giovani, dovunque si trovino, a rivivere le radici del Movimento per realizzare nell’urgenza del tempo la passione missionaria di sempre.

Auguri e preghiere!

Padre Giuseppe Buono, PIME

  • Creato il .