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Swarga Dwar, il sorriso di Ruthika e la speranza della vita

 

Dall’India, il superiore regionale, padre Rayarala Vijayakumar ci manda questa bella storia, di una bimba e dei suoi genitori speciali. Una storia che ha per teatro la casa di Swarga Dwar, dove sono accolti lebbrosi e “pietre scartate” che lì ritrovano un senso e un futuro.

La storia di Ruthika è diversa dalle altre. La famiglia di Mahesh è diversa dalle altre. Il sorriso di Ruthika, di un anno e tre mesi, è diverso dagli altri. Dietro a quel sorriso, c'è infatti una storia bella e dura, una storia fatta di tante sfide e un futuro ancora più oscuro. E c'è una famiglia molto speciale. Ecco la sua storia.

Mahesh  Sharma appartiene alla casta più alta, quella dei Bramini. Proviene dallo Stato di Jhrakand. Nato dai genitori contadini, all’età di 17 anni è stato colpito dalla lebbra. La diagnosi è arrivata tardi, quando ormai le deformità erano diventate molto evidenti. Non potendo stare più nel suo villaggio, si è dovuto trasferire e ha scelto Mumbai.

Dopo una prima serie di cure, si è rifugiato al “Vimala Dermatological Centre”, nella zona di Versova, un ospedale gestito dalle suore del Pime a Mumbai. Qualche anno dopo le suore l'hanno segnalato perché fosse accolto nella nostra casa di Swarga Dwar, per poter essere riabilitato. In poco tempo è diventata una persona quasi indispensabile. Ha imparato a fare tutti i mestieri, cominciando dalle bende per i lebbrosi bisognosi, alla sistemazione degli impianti elettrici, all’organizzare i dispensari, prendere cura dell'ospizio, la pulizia e… tutto il resto. 

 La vita tranquilla di Mahesh è stata positivamente sconvolta dall’incontro con una ragazza giovane, malata dell'AIDS, che abita presso il “Jyothi's Care Centre”, un centro per le donne colpite da Hiv non lontano da Swarga Dwar. Dopo aver frequentata questa ragazza di nascosto, i due hanno deciso di sposarsi!

Una cosa impensabile ancora oggi per me vedere questa coppia: ex malato di lebbra, lui e malata dell'AIDS, lei. All'inizio pensavo scherzassero, ma si sono sposati davvero. Ora abitano dentro il centro. Mahesh non si è sposato per lussuria, ma per la famiglia: questa è diventata lo scopo della sua vita. Si è innamorato di una paziente di AIDS, che nessuno poteva sposare, e ha deciso di rischiare di mettere al mondo un figlio. 

Da queste due persone è nata la bellissima bimba Ruthika, sanissima e senza nessuna malattia, con un sorriso meraviglioso. Ruthika è un simbolo di vita e speranza, che ha molto da dire a chi non vuole fare la famiglia, chi non vuole avere dei figli, rifiuta le femmine.

Padre Torriani scrive, nel suo libro “La porta del cielo” (“Swarga Dwar”), che “la lebbra e’ il simbolo della morte”, ma l’AIDS è ancora peggio. Ebbene: da queste condizioni di disperazione e di morte, Dio, attraverso gli uomini che collaborano con lui, suscita la vita e la speranza e il futuro.

Ruthika rappresenta una speranza di vita per entrambi i suoi genitori, la loro vita si allunga guardando questa bimba. Ella è diventata lo scopo della loro esistenza. Mahesh e la sua sposa hanno fatto la loro parte per dare la vita, hanno testimoniato la bellezza della famiglia, ma spetta anche a noi fare la nostra parte per sostenere questi piccoli germogli di vita.

Swarga Dwar, Rayarala Vijayakumar, Carlo Torriani, Mahesh Sharma

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