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Italia | Il cardinale Tagle ospite della casa generalizia di Roma

Quand’era andato al Centro Pime di Milano, il 26 febbraio scorso, il cardinale Luis Antonio Tagle, arcivescovo di Manila, aveva stupito molti – oltre che per la sua affabilità e semplicità – per l’affetto nei confronti del Pime. Lo aveva dimostrato soprattutto nel ricordare perfettamente i nomi di tanti ex seminaristi, oggi padri dell’istituto, che gli aveva conosciuto mentre era rettore del seminario diocesano di Imus e, successivamente, vescovo di quella diocesi, che comprende anche Tagaytay, dove (fino a pochi anni fa) esisteva anche un seminario internazionale dell’Istituto.

 L’incontro di lunedì sera, presso la Casa generalizia, su invito del Superiore generale, padre Ferruccio Brambillasca, lo ha confermato: il cardinale Tagle è una persona di rara gentilezza e disponibilità.
Lunedì 6 ottobre, subito dopo l’ultima sessione giornaliera del Sinodo sulla famiglia, il porporato si è recato in via Guerrazzi a Roma per la cena. Dopo cena, è stato organizzato un breve incontro con il cardinale, durante il quale Tagle ha parlato in modo particolare dell`atmosfera iniziale del Sinodo, caratterizzata da un clima di apertura e di ascolto reciproco (a dispetto degli scenari di “lotte” e “cordate” dipinti da taluni giornalisti). L’incontro si è svolto in un contesto molto familiare e amichevole, proprio come a febbraio.
In quell’occasione, lo ricordiamo, aveva detto che «i padri del Pime sono famosi nelle Filippine per il loro zelo missionario specialmente a Mindanao. Da bambino ho sempre sentito parlare di questo gruppo dei missionari del Pime. Ma li abbiamo conosciuti ancora di più per i loro martiri. Mi ricordo che come giovane prete ero molto colpito dalle notizie che arrivavano da Mindanao sul lavoro missionario di questi italiani, sull'inculturazione e dialogo con i musulmani... E mi chiedevo: ma perché, nonostante questo grande ruolo e il valore del loro lavoro, questi missionari soffrono il martirio? È ancora un mistero per me. Un mistero, ma anche una grazia».

 

Quanto al seminario di Tagaytay, aveva rimarcato,«quella comunità è diventata una presenza evangelica e missionaria nella diocesi di Imus. E per questo devo dire un grande grazie ai vostri seminaristi: con loro la dimensione della “missione ad gentes” è diventata un'esperienza più concreta. Nelle parrocchie dove i seminaristi hanno lavorato per l'apostolato in estate e nel week-end la gente sempre ricorda i seminaristi del Pime. Solo che adesso il seminario del Pime a Tagaytay chiude... Vorrà dire che dovrò essere io a venire in Italia più spesso. Intanto ricevo le lettere o gli sms di ormai tanti padri del Pime che sono stati miei ex alunni. Ed è una cosa di cui sono molto contento».

06/10/2014

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