L'Expo 2015 e la Milano dei missionari
Con la spettacolare serata “Tutti siete invitati” di ieri sera in Piazza Duomo e il Caritas Day oggi in Expo la Chiesa milanese e quella universale scendono in campo ufficialmente nella grande kermesse milanese. Anche il Pime fa la sua parte. Proponiamo, di seguito, ampi stralci dell’editoriale che il direttore del Centro missionario Pime di Milano, padre Giorgio Licini, ha scritto nel numero speciale che Mondo e Missione dedica all'Expo 2015. Dopo tante discussioni prende il via a Milano l'Expo 2015 sul tema «Nutrire il pianeta, energia per la vita». Una sfida che accompagnerà il capoluogo lombardo per i prossimi sei mesi; un evento verso il quale anche il Pime guarda con grande attenzione. Facendosi voce delle attese dei poveri che i missionari incontrano ai quattro angoli del mondo, ma anche della generosità capace di nutrire, resa visibile da tante persone che ci accompagnano nella nostra storia.«Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita. Di energia Milano, col suo retroterra lombardo, ne ha sprigionata tanta nel corso dei secoli. Milano è anche la città all’origine e al cuore del movimento missionario italiano moderno. È attorno alla metà dell’Ottocento che la Chiesa della Penisola si interroga sulla sua responsabilità verso un mondo che i viaggi e le conquiste aprono di fronte all’Europa. Non sarà forse il Vangelo il dono più bello che si può fare a popoli mai incontrati e immaginati prima?
Quei Paesi saranno all’Esposizione universale di Milano. Insieme all’Europa esibiranno le soluzioni nutritive sviluppate nel mondo per migliorare la qualità, generalmente ottima e gustosa, e la quantità, ahimè ancora insufficiente per più di 800 milioni di adulti e bambini, stando alle statistiche Onu. Perché? Principalmente per il permanere di tre gravi forme di distorsione economica, culturale e morale: le ingenti spese militari, la speculazione finanziaria internazionale, l’arretratezza dell’agricoltura nel Sud del mondo. La politica sostenga lo spettacolo dell’arcobaleno di colori, culture e sapori internazionali dell’Expo! Rispetti sì la vocazione lombarda un po’ testarda e provinciale, ma anche il suo cuore da sempre incredibilmente aperto e generoso».
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