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Camerun - "Dove pulsa la vita la persona rinasce"

 Pubblichiamo la lettera che padre Maurizio Bezzi, missionario del Pime in Camerun, fondatore del Centro Edimar per ragazzi e giovani di strada, ha scritto ad amici e benefattori in occasione dell’imminente Natale. È una bella testimonianza di cosa significhi affiancare persone scartate dalla società e lottare con loro per un autentico riscatto morale, culturale e sociale.

  
"Il Creatore non ci abbandona, non fa mai marcia indietro nel suo progetto di amore, non si pente di averci creato... Egli non ci abbandona, non ci lascia soli, perché si è unito definitivamente con la nostra terra, e il suo amore ci conduce sempre a trovare nuove strade. A Lui sia lode"! ( Laudato Si' n.13 e 245). 
Carissimi amici, queste parole di Papa Francesco descrivono bene il Mistero del Natale, la grandezza della vita. In queste parole vedo un po' quel che è accaduto quest'anno: uno sguardo risvegliato da un amore che non ci abbandona. È molto importante proporre un orizzonte positivo a ragazzi segnati dal travaglio della vita e spesso traditi in ciò che è a essa più attinente: l'essere amati. L'importanza della famiglia, delle proprie radici, dell'appartenere a un luogo umano qui è molto sentita. La natura non mente.
In questi ultimi anni abbiamo accompagnato e sostenuto il cammino di parecchi ragazzi verso le rispettive famiglie. Si tratta sempre di un cammino non facile, che dura diversi anni e spesso carico di dolore perché rievoca piaghe del passato. È una fatica che vale la pena: la riconciliazione fa rinascere la persona.

Un giorno un ragazzo usava una immagine curiosa per descrivere il mondo dei ragazzi di strada: "Ognuno di noi è arrivato qui in città portato come i sassi dalla piena di un torrente... ognuno deve cavarsela".
Il Centro Edimar-Princesse Grace dal 2002 è una mano tesa che con pazienza e tenacia cerca di scorgere ogni bagliore di vita e accompagnarlo nella sua crescita. È bello vedere ragazzi diventare coscienti di ciò che sperimentano, fino a poter dire che quello che hanno incontrato li ha resi consapevoli che la vita sia un miracolo.
Come equipe di educatori ci sentiamo interpellati da ciò che Dio suscita in un ambito carico di connotazioni negative tipiche di ragazzi di strada, drogati, giovani usciti di prigione e considerati scarti umani. Ma dove pulsa un po' di vita la persona rinasce, perché l'io rinasce da un incontro e a quel luogo umano si aggrappa.

Qualche mese fa ero veramente commosso vedendo alcuni ragazzi, che da noi hanno imparato a leggere e scrivere, ricopiare le frasi più significative della riunione del mercoledì, uno dei momenti più importanti della vita del Centro.
" Il Verbo si è fatto carne e abita in mezzo a noi". Penso spesso a queste parole quando vado in strada a incontrare i ragazzi, "a respirare la loro stessa aria"... mi diceva qualcuno stupito qualche tempo fa.

La compagnia dei ragazzi è per noi la conferma che "il Creatore non si pente di averci creato". Quando meno te l'aspetti quella scintilla di vita si illumina nel cuore di qualcuno che consideravi perso. Siamo come sentinelle: spiamo la fiammella che la scintilla provoca. Chiediamo alla Madonna di dire sempre quel “sì”.
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