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Assemblea Panbrasiliana - News 2

  

  

26 gennaio 2016

Martedì 26 gennaio è dedicato all´ascolto. Fin dal mattino, Mons. Giuseppe Negri, che ha presieduto la celebrazione eucaristica, ha sottolineato tre parole della liturgia: “Ravvivare il dono ricevuto del sacerdozio, non vergognarsi del Vangelo e saper soffrire per il Regno”. Ricorda poi l´epopea missionaria di tanti missionari del Pime che hanno rigato il suolo della Terra della Santa Croce (Brasile) col sudore e col sangue. Invita a recuperare la freschezza dell´annuncio e ad unificare piuttosto che creare nuove strutture.

Segue la relazione del Cardinal Claudio Hummes, presidente della Commissione episcopale per l´Amazzonia e della Rete Pan amazzonica che comprende nove paesi con un totale di sei milioni di km quadrati, 390 popoli indigeni, 137 popoli isolati e 240 lingue parlate.

Alla luce della Evangelii Gaudium, il Cardinale invita fortemente ad una conversione pastorale in chiave missionaria: è un tempo nuovo, un kairos che stiamo vivendo per una chiesa piú misericordiosa, povera e con i poveri, in uscita, più audace e coraggiosa, che ha al centro Gesù Cristo. Il Cardinale indica alcuni cammini e periferie che il Pime dovrebbe percorrere: andare verso tutti con una chiara opzione preferenziale per i poveri. Andare nelle periferie: l´Amazzonia é una periferia e gli indigeni la periferia delle periferie.  Un pericolo anche per gli istituti missionari é l´autoreferenzialitá, il ripiegarsi su se stessi. Ci domanda: “Il Pime cerca di vivere come chiesa povera? Vá nelle periferie?”. Citando San Giovanni Paolo II, ricorda che nei poveri c´è una presenza speciale di Cristo che ci obbliga ad una opzione preferenziale. É questa una categoria sopratutto teologica dice papa Francesco. A loro é manifestata innanzitutto la Sua misericordia.

Segue la relazione di p. Ferruccio Brambillasca, Superiore Generale che, in sintonia con quanto diceva il Cardinale, invita ad una più profonda presa di coscienza della nostra vocazione e del dove vogliamo arrivare, ed indica alcune piste tra le quali quella di concentrare e valorizzare al meglio le nostre forze per un rinnovato slancio missionario in Brasile, condividendo il Vangelo sopratutto con quelli che soffrono discriminazione, povertá, ingiustizia. Abbiamo bisogno di una spiritualitá, di una comunione, di una missione. Adesso é l´ora favorevole. Non profeti di sventura ma di speranza. Sottolinea piú volte che questa assemblea non é solo per il Brasile ma che tutto l´Istituto, in questo momento, guarda al Brasile per ricreare il suo futuro in sintonia con i segni dei tempi.

Seguono poi le relazioni dei tre Superiori regionali: p. Amadio Bortolotto, Amazonas; p. Dante Bertolazzi, Amapà e p. Giancarlo Vecchiato, Brasile Sud. Viene poi il momento delle relazioni sull´animazione missionaria e vocazionale, sui mezzi di comunicazione sociale, sulla formazione, la pastorale, i laici in missione in Guinea Bissau e gli associati al Pime.

Nei dibattiti liberi emerge la testimonianza e lo scambio di esperienze sempre alla luce di quanto papa Francesco continua a dire e cioé una chiesa in uscita e nelle periferie. Toccante la testimonianza di Mons. Giuseppe Negri che si chiede cosa lui potrebbe fare ora per il Pime dopo tutto ciò che l´Istituto ha fatto per la diocesi di Santo Amaro. Ovunque incontra persone che ricordano con affetto i missionari del Pime. C’è addirittura una strada statale dedicata a p. Aldo Bollini. Davanti a questa sfida offre concretamente la sua diocesi, con i suoi preti e laici per aiutare il Pime nella missione in Brasile.

Brasile, Panbrasiliana, Brasilia, Cardinal Hummes, Mons. Giuseppe Negri

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