«I malati di Dinajpur sentono la mancanza di padre Parolari»

«I malati di Dinajpur sentono ma la mancanza del loro medico italiano». È il titolo con cui il principale quotidiano del Bangladesh ha lanciato un articolo, giovedì scorso 24 marzo,in cui si esprime con forza il desiderio di tante persone, a Dinajpur, che padre Piero Parolari, colpito nell’attentato del 18 novembre scorso, torni presto in Bangladesh.
L'attentato è costato al missionario ferite fisiche e psicologiche non indifferenti. Ma ora padre Piero, che si trova in un luogo tranquillo in Brianza, sta gradualmente recuperando le forze e si spera che possa tornare in Bangladesh prima di Natale.
L’articolo del Daily Star si apre con la testimonianza di Shombo Sarker, un malato di tubercolosi di 55 anni che – riferisce il giornale - «è in lacrime non per la sofferenza causata dalla malattia ma per la lontananza del medico», popolarmente chiamato «padre Piero».
«La sua assenza è un duro colpo», scrive il giornale, citando la testimonianza di un altro paziente che sottolinea come padre Piero fosse «così gentile con i malati» e come «le persone di ogni religione fossero accolte da lui», anche se «in un clima di dove la paura dell’estremismo persiste, non c’è molta disponibilità a parlare apertamente».
Ancora, il giornale sottolinea come in più occasioni padre Piero abbia appoggiato anche economicamente i pazienti più poveri, garantendo così un’assistenza adeguata. «Speriamo che possa tornare; egli era un vero amico di tutti», conclude Tapash Mondal, un altro paziente.
Intanto i confratelli di padre Piero gli hanno augurato buona Pasqua, con l’augurio di un rapido ritorno: «La tua bicicletta è pronta, oliata e lucidata», scrive padre Quirico Martinelli in un messaggio.
- Creato il .

