Guinea Bissau | Compie dieci anni la "Fiera delle possibilità"
Si chiama “Feira das possibilidades”, la “fiera delle possibilità”. Un nome a forte connotazione simbolica, per un progetto molto bello che l’Associazione Laici Pime (Alp) può additare come fiore all’occhiello, esempio fecondo di lavoro in tandem con altri soggetti e tale da produrre effetti concreti sulla popolazione.
In un Paese poverissimo come la Guinea Bissau, gravato da pesanti retaggi coloniali, dal peso di un’arretratezza che ha pochi eguali in Africa, dall’instabilità politica e dalla prepotenza dei militari, “pensare positivo”, guardando al futuro, oltre l’immediato e le emergenze rappresenta una scommessa importante. A Nhabijão, nel cuore del Paese, ci stanno provando proprio con la “Feira das possibilidades”: un Centro di formazione nato nel maggio del 2004 dall’intraprendenza di un missionario del Pime, padre Alberto Zamberletti, in collaborazione con la diocesi di Bafatá, guidata da un altro missionario dell’Istituto, dom Pedro Zilli, col supporto dell’Associazione Laici Pime (Alp), che gestisce concretamente il centro. L’hanno chiamato con quel nome ambizioso (“fiera delle possibilità”) perché, più che un luogo fisico, vuol essere un laboratorio di idee e di progetti, un luogo di incontro e di scambio, di apprendimento e di confronto. Un’occasione privilegiata per pensare, imparare e costruire un futuro migliore. Oltre il fatalismo e la rassegnazione, che contraddistingue molte zone del continente nero. Ebbene, a 10 anni dal decollo il Centro sta mantenendo le promesse. Lo ha detto chiaramente il vescovo di Bafatá, Zilli, nel suo intervento durante le celebrazioni per il decennale: “Sono stati 10 anni di intensa attività; 10 anni di segnali di speranza per molte persone, soprattutto per coloro che hanno frequentato i corsi e le loro famiglie. I partecipanti ai corsi hanno imparato che è possibile fare cose nuove e acquisire le capacità per realizzare una vita più positiva e feconda”.
Il segretario generale della Feira, padre Domingo Manuel Binhaguê, ha inoltre sottolineato come "lo sviluppo economico di un paese non è misurabile solo in termini di capitale fisico o naturale, ma soprattutto umano, e questo si esprime nel livello di formazione e istruzione dei suoi cittadini . La formazione è la chiave per lo sviluppo di un Paese, perché rende i suoi membri consapevoli di essere cittadini di una società che permette loro di migliorare il benessere, sia materiale che spirituale, e di coloro che li circondano".
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