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Camerun | Accoglienza per i profughi nigeriani in fuga da Boko Haram: fratel Mussi ne parla al Pime di Milano il 15

Uno degli “effetti collaterali” delle violenze dei Boko Haram, i miliziani islamisti nigeriani, è la fuga di molte persone verso i Paesi confinanti, tra cui il Nord del Camerun. In quell’area di frontiera, dove operano anche alcuni missionari del Pime, oggi la testimonianza cristiana è particolarmente rischiosa, come ha testimoniato il rapimento dei due missionari vicentini don Gianpaolo Marta e don Gianantonio Allegri.


Dall'inizio della crisi la diocesi di Yagoua si è trovata a fare i conti con la presenza di almeno 43.000 profughi. Nonostante la situazione difficile, il Pime – presente in Camerun da tempo – non vuole lasciare sola quella Chiesa. Ecco perché la Fondazione Pime Onlus ha deciso di aprire una raccolta fondi d'emergenza a sostegno dei profughi che dalla Nigeria fuggono nel Nord del Camerun.
Si tratta di un nuovo appello rivolto ai benefattori che fa seguito a quello già lanciato in agosto, insieme ad AsiaNews, per i cristiani di Mosul in Iraq: un modo per allargare lo sguardo a persone che in un altro Paese vivono la stessa odissea.
Il nuovo progetto S125 della Fondazione Pime Onlus - che verrà seguito sul posto da fratel Fabio Mussi, missionario laico del Pime - si propone di fornire cibo, assistenza sanitaria, acqua e servizi igienici a 12.000 rifugiati.
Sostenere questo sforzo è anche un modo per aiutare la diocesi di Yagoua e la società civile del Nord del Camerun a offrire una risposta visibile e coraggiosa alle scorribande dei Boko Haram.
L'iniziativa verrà presentata ufficialmente il 15 ottobre alle 21 a Milano in una serata al Centro missionario Pime (via Mosé Bianchi 94), durante la quale Fabio Mussi parlerà della situazione a Yagoua. La sottoscrizione è già attiva: si può destinare dunque il proprio contributo attraverso le modalità di versamento consuete, indicando nella causale «Progetto S125: in fuga da Boko Haram»

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