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Cambogia: inaugurata la nuova chiesa di Po Thon, alle porte della capitale

 

Una grande folla di fedeli ha partecipato, nei giorni scorsi, all’inaugurazione della nuova chiesa di Po Thon, uno dei villaggi affidati alla cura pastorale di padre Gustavo Adrian Benitez, missionario Pime in un’area rurale alle porte della capitale Pnhom Penh. A presiedere la solenne cerimonia, cui hanno partecipato diversi padri del Pime attivi nel Paese (Toni Vendramin, Luca Bolelli, Giovanni Tulino e il superiore Gianluca Tavola), è stato il vescovo della capitale, il francese Olivier Schmitthaeusler.  

Po Thon è un villaggio khmer che ha una tradizione cattolica che risale ai tempi precedenti la dittatura di Pol Pot; in quella zona vi sono ancora oggi anziani testimoni oculari di cause di beatificazione di preti martiri. Villaggi cattolici khmer sono casi molto particolari; ce n’è qualcuno da oltre 100 anni nella zona di Battambang, ma si tratta, appunto, di eccezioni. Normalmente, infatti, gli attuali convertiti alla fede cattolica in ambiente khmer vengono pressoché tutti dal buddhismo.

Padre Gustavo lavora dal 2013 in quella parrocchia, che è retta da un missionario Mep francese. Comprende 4 villaggi e ha disposizione una chiesa principale e due cappelle. «Ogni comunità ha una sua precisa identità – spiega padre Gustavo -. Tasko, ad esempio, è interamente khmer, mentre quella della parrocchia principale è in toto vietnamita, anche se naturalmente la celebrazione eucaristica avviene sempre in lingua khmer. La sfida pastorale principale, infatti, consiste nell’integrare le due comunità, operazione non certo facile». Dal punto di vista religioso, è noto, i vietnamiti, generalmente, sono più “maturi”, in quanto provengono da famiglie cattoliche da più generazioni, vengono battezzati da piccoli e seguono una iniziazione cristiana “classica”, a differenza di quanto accade in molte famiglie khmer, dove uno o più componenti arrivano al Battesimo da adulti.

«Nel concreto della pratica religiosa – continua padre Gustavo – non ci sono differenze abissali tra khmer e vietnamiti, se non l’attaccamento che ogni comunità ha alle sue forme di espressione. Così, ad esempio, i vietnamiti sono soliti concludere le celebrazioni con un canto alla Madonna, fatto in lingua vietnamita. Anche nelle preghiere in famiglia, ai fedeli di quella comunità viene spontaneo usare la lingua vietnamita, perché le hanno imparate in quel modo…». L’obiettivo generale, sottolinea, è certamente quello di dare vita a una Chiesa locale khmer, ma è un cammino che richiede tempo e tanta pazienza.

Padre Benitez è arrivato in Cambogia nel 2000 come volontario laico. «Di lì a qualche mese ho conosciuto Cristina Togni, della Comunità delle missionarie laiche e, tramite lei, i missionari del Pime. Mi hanno parlato di un progetto di New Humanity per i disabili; anch’io avevo in mente un centro del genere e padre Toni Vendramin lo sognava da tempo. Sapendo della mia preparazione nel campo della disabilità, ho iniziato a collaborare con New Humanity, mentre studiavo la lingua khmer. Nel 2001 sono stato assunto alla Ong del Pime, e ho potuto buttarmi a tempo pieno nel progetto per disabili». Successivamente è maturata la vocazione al sacerdozio: nel 2002 Gustavo ha lasciato l’istituto canadese per cui lavorava per entrare nel Pime. Nel 2010 è stato ordinato sacerdote  e nell’ottobre dello stesso anno è ripartito per la Cambogia. Dice di sé: «Mi sento un figlio dell'America Latina inviato all’Asia».

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