Torna la "Mangrovia" con un "Vento" tutto nuovo nelle vele
Quella che andrà in scena all’auditorium del Centro Pime di Milano sabato sera 29 aprile e domenica 30 pomeriggio non sarà la semplice riedizione del primo spettacolo “Vento”, realizzato dalla Compagnia teatrale “La Mangrovia”, bensì una nuova versione, che documenta il cammino fatto in questi anni.
La compagnia teatrale La Mangrovia nasce infatti nel 2013, all’interno del centro missionario Pime di Milano. L’associazione raccoglie una settantina di ragazzi, accomunati dal desiderio di cimentarsi in diversi ambiti artistici: recitazione, canto, ballo, scenografia, regia, organizzazione e produzione di spettacoli. Un modo nuovo e per nulla scontato per mettersi al servizio della Chiesa e per essere primo approdo per chi desidera avvicinarsi alla missione.
Il nome “Mangrovia” fa riferimento alla duttilità e alla capacità di reinventarsi. La mangrovia, infatti, è una pianta "d'adattamento": sebbene la sua esistenza si snodi in modo precario tra acqua, sole, terra e sale, è in grado di trasformare un ambiente apparentemente ostile, in un ambiente ricco e vitale. Per analogia, alcuni ragazzi che per anni hanno frequentato i Cammini Pime, al termine dei loro percorsi, hanno deciso di continuare a stare insieme in un modo diverso e inaspettato, dando vita – appunto – ad una compagnia teatrale capace di proporre un messaggio missionario in una modalità originale e inedita.
Inquasi cinque anni di attività, la compagnia teatrale “La Mangrovia” si è dimostrata un vulcano di idee e di energia. Se oggi ripropone Vento, il primo musical, non è per pigrizia o per carenza di l’ispirazione. Lo spiegano Chiara Di Marco e Mauro Massazza, autori dei testi e delle canzoni di Vento.
«In realtà il nuovo Vento rimane uguale al primo solo nei contenuti: la struttura è la stessa, le canzoni sono le stesse, ma tutto il resto è cambiato; perché da quando abbiamo lanciato il primo musical, nel 2013, ad oggi la Mangrovia è cambiata».
La novità principale nella sceneggiatura è l’ampliamento di una delle tappe del viaggio dei protagonisti, che sarà diversa da come l’avevamo conosciuta: più approfondita e con delle nuove canzoni ad arricchirla. Lo stesso vale per alcuni dei personaggi, per non parlare delle scenografie e delle coreografie che saranno completamente reinventate.
«Ma – spiegano i protagonisti - vogliamo sia chiaro che non sarà solo un restyling per fare meglio lo stesso musical. Certo: sfrutteremo quello che abbiamo imparato e le capacità di chi lo sta costruendo, ma sarà uno spettacolo nuovo perché nuove sono le persone che vi prendono parte».
«Ricordiamoci che la mangrovia è una pianta d’adattamento: allo stesso modo la compagnia teatrale muta e cambia stile in base a chi la compone. Noi che l’abbiamo fondata, sin dall’inizio, non volevamo che fosse solo un gruppo di persone che mettesse in piedi uno spettacolo. Vogliamo che sia un cammino, che vada avanti con le sue gambe e che le persone che si uniscono a noi se ne innamorino. Perciò abbiamo dato fiducia ai suoi membri e adesso continuiamo a stupirci di come loro siano semi e rami nuovi che portano avanti, e innovano, la Mangrovia».
Ogni gruppo, infatti, ha preparato in maniera autonoma la sua parte di spettacolo: gli scenografi hanno creato una scenografia modulare, i ballerini le nuove coreografie, la regia il piano delle luci… Poi, pian piano, i pezzi del mosaico sono stati uniti per creare qualcosa di armonico.
«Vento è il nostro DNA», affermano convinti Chiara e Mauro «Rifarlo significa ripetere, e ripeterci, con convinzione chi siamo. Anche volendo non saremmo riusciti a rifarlo uguale a quello del 2013 perché tutti quelli che si sono unite a noi in questi anni hanno dato alla Mangrovia qualcosa di personale. Abbiamo voluto che ci fossero proprio loro al centro del palcoscenico, per questo i quattro personaggi principali saranno interpretati tutti da nuovi acquisti. Rifare questo musical insieme a loro, e grazie a loro, servirà anche per integrarli totalmente nella Mangrovia. Il nuovo Vento perciò rispecchia quello che siamo diventati, per noi significa donare agli altri quello che abbiamo ricevuto, proprio come la prima volta. Ma vogliamo anche stupire: abbiamo imparato tante cose nuove, ci siamo fatti più audaci per quanto riguarda le tecniche di realizzazione dello spettacolo. Non si è trattato solo di arricchire i contenuti. Ci stiamo mettendo tutti noi stessi perché Vento trasmetta a chi lo vedrà calore, colori, gioia… tutta la ricchezza della Mangrovia e delle persone che la compongono».
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