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USA | Celebrato con successo il PIME Golf Outing

Il 10 giugno scorso si è svolto a Detroit il tradizionale “PIME Golf Outing”, ossia il giorno dedicato al golf per raccogliere fondi per sovvenzionare il lavoro dei missionari del PIME negli Stati Uniti e delle missioni. Abbiamo chiesto a padre Dino Vanin di raccontarci questa esperienza in diretta. Ecco il suo contributo (di cui lo ringraziamo).

 

Ogni anno, il secondo martedì di giugno, a Detroit, dal lontano 1957, va in scena il “PIME Golf Outing”.
L'idea partì da quel vulcano di idee che fu p. Nicola Maestrini, uno dei più rinomati “raccoglitori di fondi”, non solo nel PIME ma anche a livello nazionale. Il gioco del golf in America non è riservato ad una elite di privilegiati, bensì assai popolare come passatempo sano e rilassante. Si pensi che nel solo Stato del Michigan ci sono più di 800 campi da golf aperti al pubblico, senza contare i club privati! L'idea realizzata da p. Maestrini era iniziata tra gli imprenditori edili di origine italiana e, col tempo, si è allargata a includere altre ditte collegate al lavoro dell'edilizia come idraulici, elettricisti, carpentieri, eccetera. Negli ultimi anni sono entrate in gioco anche ditte che non sono connesse all'edilizia.
Il primo PIME Golf Outing - come detto - avvenne nel 1957. Nel corso degli anni è diventata una delle competizioni di golf più grosse nello stato del Michigan. La media di giocatori si aggira dagli 800 ai 900. l'anno 2000 fu l'anno da record incredibile (1422 giocatori). Alcuni anni fa si è pensato di aggiungere la gara di tiro al piattello per gli appassionati di caccia e, quindi, una combinata tiro al piattello-partita di golf per chi avesse le energie necessarie per due competizioni in un solo giorno.
Per le varie ditte questo evento è un bel modo per premiare i loro operai. E per tutti i nostri amici è un modo piacevole per ritrovarsi ogni anno con altri tre per una giornata piena di allegria e all'insegna di un divertimento sano. Il costo del biglietto è di 300 dollari, tutto incluso. Il costo è deducibile dalle tasse destinate al governo perché il PIME è riconosciuto come ente caritativo a livello nazionale. Coperte tutte le spese, il PIME ricava un netto di circa 160.000 dollari.
Un evento di questo calibro richiede una preparazione praticamente continua nel corso dell'anno. C'è una commissione speciale di esperti e organizzatori che si raduna varie volte prima del Golf Day. Questi incontri in preparazione includono (nei mesi di aprile e maggio) anche i gestori dei diversi campi da golf. Lo stesso comitato organizzativo si raduna anche dopo l'evento per raccogliere le reazioni dai vari membri del comitato, dei gestori, dei giocatori e correggere qualsiasi aspetto dell'evento che avesse presentato delle lacune o avesse creato dei problemi.
Il cervello indiscusso dell’iniziativa è il signor Donald Kuester, un amico del PIME americano da lunga data. Col suo modo di fare molto cordiale, una mente concentrata sui dettagli e programmi del computer da lui stesso ideati, tutto funziona a meraviglia. Giorni prima del Golf Day, ogni gestore di campi da golf riceve la lista dei giocatori assegnati al suo campo (dai 150 ai 300 giocatori) divisi in quartetti. Ogni quartetto ha assegnato il tempo di inizio della sua gara (ogni 8 minuti esatti) e il numero della buca di partenza. (Siccome ci sono 18 buche, ogni quartetto partirà o dalla buca numero uno o numero dieci). Si inizia a giocare presto, verso le otto del mattino. I gestori si sono già accordati col comitato circa il menu della prima colazione (caffè, succo di frutta, dolcetti, e altro), spuntino da consumarsi a metà percorso (hamburger, wurstel, petto di pollo, insalata, frutta, birra, vino liquori, ecc.) e dove, lungo il percorso di gioco disporre le bevande, da acqua, a bibite gasate, a birra). Quando arrivano al campo loro assegnato,  i giocatori si presentano dai nostri volontari che consegnano loro il biglietto personale con numero di serie, diviso in quattro settori (1. Nome del campo, data, orario di inizio, buca d'inizio; 2. tagliando da presentare alla sera per il pranzo sotto un tendone enorme presso il campo più grosso; 3. tagliando da presentarsi all'addetto alla partenza della gara; la targhetta coll'insegna del PIME su cui è scritto il nome del giocatore). La targhetta col nome si affissa al petto per facilitare lo scambio di quattro chiacchiere con altri giocatori. Garzoni prendono i borsoni delle mazze da golf e le portano dalle automobili dei giocatori ai golf-cars (vetturette a batteria o metano usate per spostarsi da una buca alla'altra). In attesa di essere chiamati al punto di partenza, si mangia qualcosa o si fa pratica di tiri lunghi con le mazze nella zona apposita oppure si fa pratica di putting su un grande green con tante buche. Alla fine della gara, i garzoni riportano i borsoni delle mazze alle vetture dei giocatori che danno loro la mancia.
La giornata continua col ritrovarsi quasi tutti assieme (circa 600 persone) all'edificio del circolo di golf più grosso. Lì si chiacchiera con amici e nuove conoscenze fino all'ora del cenone, che si svolge sotto un tendone enorme. Alla fine del cenone, quando la musica cessa, ci sono brevi discorsi di ringraziamento e sono sorteggiati centinaia di premi di valore considerevole usando la parte superiore del biglietto di ogni concorrente. Dopo, tutti a casa, perché l'indomani si deve tornare al lavoro e noi ai nostri uffici. Tra qualche giorno il comitato si radunerà per fare il punto sul passato Golf Day e incominciare il lavoro per quello del prossimo anno.

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