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Italia | Addio all'avvocato Grassani: il grazie del Pime

Il 30 luglio scorso è morto a Milano l’avvocato Goffredo Grassani, dopo una vita lunga e intensissima, nella quale si era distinto anche per i tanti impegni assolti nell’ambito dell’associazionismo e del volontariato cattolico e missionario. Nato a Tricarico in provincia di Matera 85 anni fa, si era trasferito giovanissimo a Milano dove si era laureato in giurisprudenza.

Sposato, 5 figli, aveva messo in piedi uno studio legale specializzato nel diritto amministrativo, civile, e societario che è stato per decenni uno dei più importanti del capoluogo lombardo. Fedele ai principi che ispiravano la sua vita di intellettuale cristiano – vicino alla spiritualità dell’Opus Dei – Grassani aveva voluto che il suo studio fosse diviso in due parti: una dedicata alla normale attività professionale, una per il volontariato sociale. Aveva, tra l’altro, fatto parte della commissione ministeriale per la legge quadro sul Volontariato e della commissione ministeriale per la legge sui Paesi in via di sviluppo. I funerali sono stati celebrati l’1 agosto a Colle Isarco vicino a Vipiteno (Bz). I tanti amici e conoscenti milanesi lo ricorderanno invece con una messa che sarà celebrata il primo settembre nella parrocchia di S. Bartolomeo, in via Moscova a Milano. Padre Livio Maggi, ex vicario generale del Pime, ha conosciuto da vicino l’avvocato Grassani, che ha collaborato strettamente anche con il nostro Istituto e qui ne propone un suo ricordo.

Ho avuto la fortuna di conoscere l’avvocato Grassani e, nei molti anni di lavoro insieme, ho avuto l’opportunità di conoscere un po’ il “cuore” di questa persona, un “grande” davvero. Noi del Pime dobbiamo dirgli grazie, anche chi tra noi non ne ha mai sentito parlare. È una di quelle persone che capita raramente di incontrare e quando si incontra ci si accorge di rimanere arricchiti in qualche maniera. Un laico che ha fatto della Fede l’orizzonte su cui muovere tutta la vita.
Il Pime ne ha avuti e ne ha diversi. Mi permetto di ricordare un altro grande: il dott. Loquer di cui forse P. Maggioni dovrebbe scrivere un ricordo. Con p. Maggioni il dottor Loquer ha avviato l’esperienza dell’Advisory Board negli Usa e poi, sempre con p. Maggioni, nel 2000, ha avviato l’Advisory Board in Italia. Lo ricordo perché è stato Loquer, se non erro, a chiamare l’avvocato Grassani, suo amico, a far parte dell’Advisory Board di cui ancora era membro. Prima di essere economisti, avvocati… erano persone appassionate del Signore. L’avvocato Grassani aveva già incrociato il Pime negli anni Settanta (forse alcuni padri di quei tempi lo ricordano) quando nacque la necessità di strutturare gli statuti di Mani Tese di modo che non compromettessero il cammino dell’Istituto (visto anche come sono andate a finire le cose). Già in quel tempo, dunque, l’Avvocato Grassani aveva lavorato per il Pime in questo ambito a lui molto caro: quello dell’associazionismo cattolico e missionario in modo particolare.

Era un uomo che rifletteva sulle cose, non solo per dare delle risposte legalmente rette e coerenti, ma anche per fare sì che il lavoro, in cui era chiamato a coinvolgersi, facesse emergere il senso profondo e la radice della fede.
Così era anche la sua presenza nell’Advisory Board; così era lo stile degli incontri che ho avuto la fortuna di avere con lui. Con lui abbiamo affrontato non poche questioni dell’Istituto; sempre ne uscivo arricchito e sereno, non solo per la certezza delle sue qualità professionali, ma soprattutto per la fede radicata che non lo faceva indietreggiare od intimorire nemmeno un po’ di fronte alle situazioni e ai problemi, per quanto angosciosi essi fossero.
La sua forza era la Santa Messa a cui partecipava tutti i giorni, prima di recarsi in ufficio.
Era cosciente che la salute stava vacillando, ma voleva lavorare e dedicare tutte le sue forze in particolare a quegli aspetti del lavoro che lo appassionavano: la famiglia (per cui ha istituito una Fondazione), il volontariato e la ricerca per il bene sociale delle istituzioni cattoliche (ci teneva molto a partecipare alla nostra Advisory Board, così come aveva fatto parte del Consiglio di Amministrazione dell’Auxologico). Spesso i nostri incontri finivano raccontandomi il lavoro fatto per fratel Ettore, o le sue riflessioni circa la famiglia o circa la Chiesa, gli Istituti (ne conosceva molti …); il cambiamento necessario, la necessità che bravi professionisti possano aiutare i religiosi, i preti, a fare bene la loro missione … Personalmente, e con me tutta la passata DG, siamo riconoscenti al buon Dio per quanto l’avvocato Grassani ha fatto per noi, lo sappiamo o no, e riconoscenti per la testimonianza di fede di questo grande uomo e credente. Solo il 14 luglio scorso, rispondendo ad una mia mail in cui chiedevo notizie della sua salute, mi scriveva brevemente: “la mia salute è nelle mani di Dio … ci rimettiamo nelle mani del Signore, nella certezza che Lui ci è vicino”.

Livio Maggi Yangon, 1 agosto 2014

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