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Brasile Sud | Successo per il primo incontro di Jump, proposta missionaria per giovani

 Padre Stefano Ferrari, missionario del Pime nel Brasile del Sud, ci ha inviato il racconto di una tre giorni di animazione missionaria con i giovani. Lo proponiamo ai nostri lettori.

 
Dal 6 all’8 marzo, presso il Centro di Animazione di Ibiporã ha avuto luogo il primo incontro del cammino JUMP.
Simile - ma non uguale - a “Giovani e Missione” dell’Italia, JUMP vuole essere un cammino di formazione missionaria e educazione alla mondialità per aiutare giovani di 18 a 30 anni ad appassionarsi per la missione e assumere uno stile di vita missionario.
Per questo, ad ogni incontro (4 per anno), si “abbraccia” un continente, aiutando i giovani a conoscere meglio la cultura, la realtà del continente abbracciato attraverso testimonianze di missionari, presentazioni culturali. 
Perchè i giovani possano essere preparati e comprendere meglio cosa significhi “missione”, ogni incontro prevede un momento di formazione: la missione nelle Scritture, cosa significa missione ad gentes, la missione dei documenti della Chiesa, la spiritualità missionaria. 
Scopo del cammino è anche che i giovani possano vivere una responsabilità e assumere impegni concreti per questo sono chiamati a lavorare, ad ogni incontro, in laboratori missionari. Ne abbiamo individuati quattro: Sociale (conoscere realtà sociali e politiche di vari paesi); culturale (entrare in contatto con usi, costumi di altri continenti); solidarietà (individuare alcuni progetti di aiuti per le missioni) e animazione (produrre materiale di animazione missionaria per essere usato poi nelle parrocchie, diocesi, gruppi etc.).   
Il frutto di questo lavoro dei laboratori verrà anche pubblicato nel sito della animazione (www.pimeanimacao.com.br) e nelle nostre riviste.
Ma ciò che sta suscitando di più la curiosità e l’interesse dei giovani che vi stanno partecipando sono le famose “porte”.  
Di che si tratta? Ad ogni incontro viene presentata una porta di diverso colore: gialla, verde, blu e grigia.
Ogni porta indica una proposta concreta di missione.
La porta gialla (che è stata presentata nel primo incontro) è l’impegno ad essere “amico delle missioni”, diventando missionario là dove un giovane si trova: in famiglia, nella parrocchia, nel lavoro a scuola. Si può essere “amici delle missioni” divulgando le iniziative missionarie del PIME, stimolando il parroco e la comunità ad aprirsi alla dimensione missionaria formando gruppo missionario, Gioventù missionaria, Infanzia missionaria ecc.; invitando gli animatori ad animare la parrocchia e partecipando delle iniziative proposte dall’animazione PIME. Infine, facendo un esperienza breve di missione in Brasile (Amazzonia, Macapá, Mato Grosso o Sergipe).
La porta verde (che sarà presentata nel secondo incontro) propone già un impegno missionario più “forte”: la possibilità di un’esperienza breve in missione all’estero o l’esperienza laicale simile all’ALP (tre o cinque anni). Il giovane che si sente chiamato ad aprire questa porta, riceverà un ulteriore formazione simile a quella dell’ALP in Italia per prepararsi all’esperienza missionaria.
La porta blu (che sarà presentata durante il terzo incontro) è un’opzione missionaria ancora più radicale: la proposta di vivere la missione come sacerdote, religiosa o laico/a consacrata. Chi sceglie di aprire questa porta, comincerà a frequentare, nell’anno successivo, il cammino vocazionale per avere un discernimento più profondo e focato nella consagrazione alla missione ad gentes.
Infine la porta grigia...è la porta di “uscita”: ho frequentato, ma la missione non mi ha conquistato e quindi “scelgo” di non assumere nessuna delle proposte che mi sono state fatte. Si tratta di una porta “psicologica”, che di un lato non fa sentire un giovane obbligato a vivere qualcosa, ma dall’altra parte lo pone di fronte alle sue responsabilità e libertà.
Al primo incontro hanno partecipato 22 giovani (tra ragazzi e ragazze). Il clima è stato ottimo: ragazzi veramente interessati a vivere una dimensione missionaria che hanno partecipato con interesse e entusiasmo.
Il continente “abbracciato” nel primo incontro è stato l’Asia con la testimonzianza di padre Bras (missionario PIME in Tailandia), la presentazione culturale dei tamburi giapponesi “Taiko” fatta da bambini e adolescenti, nell’ambito di un progetto di una associazione di Londrina che lavora con ragazzi. Il tutto assaporando un ottimo tè indiano.  
La formazione si è concentrata sulla missione nell’Antico e Nuovo Testamento. Il tutto intercalato da momenti di preghiera, di lavoro nei laboratori e anche di allegria facendo giochi tipici dell’Asia.
Alla fine dell’incontro vi è stato un momento dove i giovani hanno condiviso ciò che hanno vissuto. 
Tra i vari commenti fatti da loro uno dovrebbe aiutarci a riflettere. E’ di Flavia, giovane di 22 anni, che sin da piccola ha frequentato l’infanzia, adolescenza e adesso gioventù missionaria: “Finalmente un cammino di formazione missionaria e educazione alla mondialità con la possibilità di esperienze concrete di missione. Quanto ho pregato per questo e finalmente sta succedendo...Dio è grande!”.
Un'opinione simile a quella del vescovo di Londrina, mons. Orlando Brandes, che si è detto contento per finalmente esserci un cammino di formazione missionaria per giovani nella diocesi, dando il suo completo appoggio.
Bisogna dire che il cammino JUMP è fatto in collaborazione con i missionari e missionarie saveriani e il COMIDI (Commissione missionaria diocesana) e la partecipazione e appoggio di numerosi padri diocesani della diocesi di Londrina.   
Molti dei giovani presenti all’incontro sono stati inviati dai parroci: segno che forse siamo sul cammino giusto in termini di comunione ecclesiale e di risposta alle necessità della Chiesa locale in termini di animazione missionaria.
Il prossimo incontro sarà in giugno, sempre presso il Centro di Animazione di Ibiporã.
I membri dell’equipe hanno aperto la possibilità di accogliere altre iscrizioni (abbiamo posto l’obbligo di partecipazione di almento 3 incontri) perchè già vari giovani hanno manifestato il desiderio di partecipare.  
Il “salto” continua!
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