Camerun | Consacrata la nuova chiesa parrocchiale di Mvog Ebanda a Yaoundé
Il 21 febbraio scorso è stata solennemente consacrata dall’arcivescovo di Yaoundé, monsignor Jean Mbarga, la nuova chiesa parrocchiale di Mvog Ebanda. Notevole la presenza della folla di fedeli.
Si tratta di un evento significativo nella storia del Pime in Camerun. Dal 2010, infatti, il Pime lavora nella parrocchia san Biagio di Mvog Ebanda, alla periferia nord est della capitale del Camerun. Il quartiere Mvog Ebanda faceva parte della parrocchia di Ngousso, fondata e portata a maturità dai padri del Pime in 22 anni di lavoro appassionato(1988-2010). Nella parrocchia st. Augustin de Ngousso si sono succeduti per periodi e con responsabilità diverse i padri Sambusiti, Bianchi, Scapin, Bezzi, Pagani, Bassorini, fratel Benassi e Porcellato.
Da piccola parrocchia mono-etnica all’estrema periferia di Yaoundé, Ngousso è diventata una della più grandi e prestigiose della diocesi (si valuta che sia frequentata da 30mila persone); nel territorio ci sono grandi strutture statali: 2 ospedali, un liceo di 4000 alunni, tante scuole private… Inoltre è vicina al palazzo presidenziale e allo stadio.
Con l’aiuto del Pime, di amici dei padri e con la generosa partecipazione dei fedeli, che hanno dimostrato un’autentica venerazione per i loro missionari, sono state realizzate le strutture necessarie per la pastorale: sale di catechesi, la chiesa con tanto di campanile e infine la residenza, modesta, per i preti. Secondo il carisma del Pime, la grande Ngousso è stata consegnata alla diocesi nel 2010 e, su suggerimento dei padri, il vescovo ha staccato un grosso quartier periferico elevandolo a parrocchia: St Blaise de Mvog Ebanda.
Già dal 2007 Mvog Ebanda funzionava come posto centrale, con una messa domenicale e certe attività pastorali. Dal 4 agosto 2010 ha cominciato a funzionare come parrocchia, coi padri Rino Porcellato, parroco e p. Carlo SCcapin, coadiutore. Il quartiere è un “arcobaleno di etnie”: accanto agli autoctoni ewondo ci sono etnie dell’ovest, dell’est e anche dell’estremo nord de Camerun. Non mancano dei rifugiati del Centrafrica, del Congo ecc.
La chiesa è stata costruita nel 2007, con un aiuto sostanziale della parrocchia San Biagio di Onara- Padova (la parrocchia di origine di p. Scapin). Il parroco di Onara - gemello di ordinazione di p. Scapin, arrivato in parrocchia nel 1995 nello stesso anno in cui padre Carlo arrivava a Ngousso - ha voluto fare un gemellaggio con una chiesa del sud del mondo…Coi parrocchiani si è impegnato a dare ad una missione il 10% di quello che avrebbero speso per fare il loro centro parrocchiale. Insomma: ci ha messo a disposizione 100mila euro, che sono servizi a costruire la chiesa per una comunità di 6000 persone, oltre a 4 sale e 2 uffici per la parrocchia.
Il 21 febbraio scorso la chiesa è stata consacrata dall’arcivescovo, a conclusione di un iter di preparazione che ha coinvolto molte persone. Da ottobre 2014 tutta la comunità è stata impegnata nei preparativi: altare definitivo in cemento armato, rivestito di simil-marmo, pavimentazione con belle piastrelle, rifacimento della pittura (in 8 anni il bianco degli inizi è diventato rosso-terra africana…), ringhiera sul muro di cinta… La gente ha partecipato al di là delle nostre attese; è molto fiera della sua chiesa.
Sabato 21 febbraio è stato un giorno di grazia; un traguardo ma anche una nuova partenza: come scritto nel libretto della festa: “La consacrazione della chiesa parrocchiale è un punto di arrivo ma anche una ripartenza: noi guardiamo avanti e cerchiamo di capire ciò che il Signore ci chiede per far crescere il suo regno in questa parte della città capitale e della diocesi. Ci sembra che bisogna avanzare nella dimensione della vicinanza tra di noi e anche dei pastori col gregge: per “avere l’odore delle pecore”, secondo la suggestiva espressione del papa Francesco è importante che i preti abitino in mezzo al popolo e ciò domanda la costruzione della casa parrocchiale (noi del Pime abitiamo nella nostra casa quasi regionale che è a Ngousso, a circa 3 Km dalla parrocchia).
E’ il primo progetto; il secondo riguarda l’evangelizzazione dei giovani (70% della popolazione camerunese, si dice). Già la parrocchia è il primo centro di aggregazione del quartiere; ogni giorno i cortili e le aule sono riempiti di ragazzi e giovani che giocano, studiano, si incontrano e incontrano il Signore. Una sala polivalente, con biblioteca, spazio per “causeries educatives” e anche giochi d’interno ci aiuterà molto. Si pensa di ristrutturare la cappella in tavole (prima chiesa avanti la definitiva).
Insomma la consacrazione della chiesa non significa fine dell’impegno per costruire la chiesa famiglia, ma una nuova partenza.
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