Italia | Anche a Ducenta decolla l'Associazione Laici Pime
Da padre Biplob Mollick, giovane padre del Bangladesh impegnato nel Sud Italia, riceviamo questa lettera che illustra l’impegno suo e dei confratelli in terra campana. Volentieri la pubblichiamo.
Eccomi di nuovo, alle soglie delle celebrazioni pasquali, con il desiderio nel cuore di continuare a condividere con voi quest’affascinante esperienza di servizio che continua a donarmi uno sguardo sempre nuovo alla mia vita.
In questo periodo mi sento particolarmente fortunato perché innanzitutto, piano piano, sto conoscendo persone, famiglie, parrocchie, giovani che non solo mi arricchiscono come giovane prete e missionario ma che aprono piste nuove, meravigliose per il lavoro che il Pime sta svolgendo in questa terra campana. E ringrazio il Signore che mi dà la possibilità di raccogliere i frutti di un lavoro svolto in questi anni e che mi rendono sempre più consapevole di quanto Dio mi cammini accanto. Per me questo è un periodo molto inteso.
Le attività di animazione vanno nel migliore dei modi: sono come un cantiere sempre in costruzione. Il cammino di Giovani e Missione vede alcuni ragazzi prepararsi per un’esperienza in una delle nostre missioni. Proprio il mese scorso hanno ricevuto le loro destinazioni. È stato bello vederli emozionarsi nel conoscere il “nome della terra” che li accoglierà per un mese. Questo, vi confido, mi ha provocato non poco come missionario che porta nel cuore il desiderio di andare fino agli estremi confini della terra ad annunciare il Vangelo.
Poi, finalmente lo scorso febbraio si è concretizzato il cammino ALP (Associazione Laici Pime) anche qui a Ducenta, risultato di un lungo cammino di discernimento. Sono una ventina di persone, alcuni sono giovani, altri più adulti, e in più ci sono delle famiglie giovani. Sono tutte persone che hanno fatto i cammini con noi, conoscono l’istituto, sono impegnati nelle loro diocesi e soprattutto sono stati seguiti in questi anni dagli animatori che hanno lavorato qui perché il loro desiderio di capire cosa e come la missione centri con la loro vita trovasse una realizzazione. Mi impressiona vedere che ciò che li muove è una passione missionaria che accende il loro cuore e li rende disponibili alla partenza. Questo è un grande dono!
Infine, abbiamo avviato un’attività di animazione per gli adolescenti. E anche qui ho visto quanto il “Soffio dello Spirito” possa fare breccia nelle paure, nelle ansie, nelle delusioni, nelle attese che spesso rischiano di scoraggiarci. Quest’attività è partita con timidezza, ma con la convinzione che fosse necessaria “provocare” missionariamente questa fascia di età. Cosi, abbiamo iniziato con pochissimi ragazzi. Questo, vi confesso, mi ha un po’ demoralizzato ma si è voluti andare avanti perché convinti che quest’attività è quello che il territorio ci sta chiedendo.
E cosi è venuta la sorpresa: all’ultimo incontro 70 ragazzi di diverse parrocchie hanno risposto all’invito e hanno trascorso un weekend missionario che li ha appassionati non poco alla missione. Non è il numero che mi ha reso contento ma la convinzione che lo Spirito soffia anche quando non ce lo aspettiamo.
Questo mi rende sempre più consapevole che il protagonista è Dio e che io sono chiamato a seminare, a fidarmi di Lui anche quando la fatica mi attanaglia e le attese non sempre corrispondono alla realtà. Dio visita la mia vita, la rende bella, affascinante e la sua grazia raggiunge le situazioni più impensabili e distanti. E cosi per me, è cosi per i tanti giovani che quotidianamente incontro e che vogliono fare della missione una scelta di vita affascinante, bella, e piena che rende la mia ricca di entusiasmo e speranza.
Dio è capace di grandi cose! E la Pasqua che ci apprestiamo a vivere chiaramente ci rivela questa straordinaria verità. Quella croce ha il potere di cambiarci perché ci rende persone amate. Sì, è proprio cosi! La passione di Cristo, è strano a dirlo e a pensarlo, ci mostra chi siamo veramente, cioè, persone che attendono, desiderano e ricevono un’eccedenza d’amore. E com’è affascinante sapere che qualcuno ci ama cosi! E ancor più il Sepolcro vuoto ci dà la certezza che quel Dio ci cammina accanto, ci aspetta ad ogni istante della nostra vita e ci invia, ci sprona, ci spinge a far conoscere questa tenerezza a tutti.
Carissimi amici vi affido questa condivisone e questi pensieri. Vi ricordo con affetto e vi ringrazio del sostegno e della vicinanza che mi mostrate costantemente. Nell’auguravi una Santa Pasqua prego il Risorto perché non solo vi conceda i suoi doni ma perché insieme possiamo camminare per costruire sotto la guida dello Spirito, dono del Risorto, l’esperienza della Chiesa missionaria.
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