Procede la causa di beatificazione di mons. Ramazzotti
Un altro, piccolo ma significativo, passo verso la “gloria degli altari” per monsignor Angelo Ramazzotti, fondatore del Pime.
Il 3 marzo scorso si è tenuto, presso la Congregazione delle Cause dei Santi, il Congresso peculiare dei Consultori Teologi per l’esame della Positio super vita, virtutibus et fama sanctitatis Servi Dei Angeli Ramazzotti. Copie della Positio erano state consegnate nel novembre 2014 dal postulatore, padre Giovanni Musi, alla Congregazione, perché fossero esaminate dai Consultori Teologi (otto più il Prelato Teologo, cioè il Promotore della Fede). Ciascuno di essi ha esaminato sia la Positio (cioè il dossier che contiene tutta la documentazione della Causa Ramazzotti) sia un dossier preparato dal postulatore sull’aggiornamento della fama di santità del Servo di Dio. Il Congresso si è concluso con il voto affermativo di tutti e nove i Teologi. In pratica essi riconoscono che le prove documentali sono tali da generare la certezza morale che il Servo di Dio abbia praticato in grado eroico le virtù teologali e cardinali e che persista tuttora la di lui fama di santità in una porzione significativa del popolo di Dio.
La causa di beatificazione di monsignor Ramazzotti si è “rimessa in moto” nel 2013 grazie alla nuova Direzione generale dell’istituto. “Il Superiore Generale, da poco eletto – racconta padre Musi - mi aveva subito manifestato il suo vivo desiderio che la Causa procedesse speditamente, per cui abbiamo chiesto subito udienza al card. Amato. Quindici giorni dopo, nel novembre 2013, il Superiore Generale, accompagnato da p. Gabriel Amal Costa e da me, venne ricevuto in udienza dal Prefetto. La causa si è subito sbloccata e il card. Amato ha promesso che nei primi mesi del 2015 la Positio sarebbe stata sottoposta allo studio dei Consultori Teologi del Dicastero. «Se la seduta avrà esito positivo – ha aggiunto il cardinale – seguirà dopo qualche tempo la Sessione Ordinaria dei Cardinali e dei Vescovi membri della Congregazione. I risultati di queste riunioni verranno sottoposti al Santo Padre, il quale potrà autorizzare il Dicastero a promulgare il decreto sull’eroicità delle virtù».
In un incontro con mons. Bartolucci, segretario della Congregazione delle Cause dei Santi, al postulatore è stato comunicata la data della riunione dei cardinali e dei vescovi: 3 novembre. “Abbiamo buone ragioni per sperare che il decreto sia promulgato entro la fine dell’anno”, commenta padre Musi, non senza una certa dose di prudenza.
Perché, a questo punto, si arrivi alla beatificazione del fondatore del Pime occorre che avvenga un miracolo operato dal Signore per l’intercessione del Servo di Dio. Si deve trattare, cioè, di una guarigione totale, duratura e scientificamente inspiegabile o di uno scampato pericolo. A quel punto si istruisce il processo canonico sul presunto miracolo, nella duplice fase (prima diocesana e poi romana) e, se il risultato è favorevole, la via è spianata alla beatificazione.
Nel frattempo va registrato che, in Italia e nelle missioni, si è ridestata notevole attenzione attorno alla figura del fondatore. Padre Musi parla di “una nuova mentalità”, ossia di una “comprensione maggiore, dentro l’istituto, di quanta importanza abbia, sul piano dell’evangelizzazione, il poter proporre alla gente dei modelli di vita donata a Cristo, a servizio del Regno, dei testimoni di fede vissuta e irradiata, già riconosciuti o sulla via di essere ufficialmente riconosciuti dalla Chiesa: il fondatore, sant’Alberico Criscitelli, i nostri beati, i nostri martiri...”.
Il postulatore fa appello a tutti coloro che, in vario modo e in misura diversa si muovono nell’orbita del Pime (dai membri dell’Istituto a parenti, amici, benefattori…), a diffondere la devozione al fondatore e a segnalare al postulatore stesso eventuali notizie potenzialmente interessanti ai fini della causa.
- Creato il .

