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Ecumenismo e missione: tre giorni di incontri al Seminario Pime di Monza

Da oggi a dopodomani, presso il Seminario Teologico PIME di Monza, si svolgerà il Convegno Teologico dal titolo “Ecumenismo e missione. «Gesù è il Signore di tutti» (Rm 10,12)”.

Il tema del convegno muove dai 500 anni della Riforma di Lutero, e considera l’impatto di questo evento e del cammino ecumenico per la missione evangelizzatrice della Chiesa, i risultati raggiunti, le difficoltà e le sfide.

In collaborazione con il Centro Missionario PIME di Milano - sulla scia di precedenti, riuscite iniziative, lanciate dal rettore del seminario Pime, padre Francesco Rapacioli - il Convegno è indirizzato a seminaristi, missionari PIME e missionarie dell’Immacolata ed educatori.

Programma:

1° giorno: "Vedere"

19 Settembre

09.00-10.30 / 11.00-12.30:

Lothar Vogel, pastore luterano, docente di storia della Chiesa, Facoltà valdese di teologia di Roma

L’inizio della Riforma e l'evoluzione dei rapporti tra cattolici e riformati in questi 500 anni

14.30-16.00:

Daniela Di Carlo,pastora valdese di Milano

La realtà riformata oggi e l’apertura al mondo

2° giorno: "Giudicare"

20 settembre

09.00-10.30 / 11.00-12.30:

Mons. Franco Buzzi,prefetto Biblioteca ambrosiana

Nodi e opportunità del dialogo tra cattolici e riformati

14.30-16.00:

Guido Dotti,monaco di Bose

Prospettive su ecumenismo e missione

3° giorno: "Agire"

21 settembre

09.00-10.30:

Mauro Castagnaro, giornalista esperto di America Latina ed ecumenismo

Ecumenismo e missione, visti dall'America Latina

11.00-12.30:

Fabrizio Tosolini,missionario saveriano in Taiwan

Ecumenismo e missione, visti da Oriente

14.30-16.00:

Lidia Maggi,pastora battista

Lectio conclusiva su ecumenismo e missione

INFO: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (oggetto: convegno 2017)

tel: 039.38.95.18 c/o  Ivan e Ranjith

www.pimeseminariomonza.weebly.com 

Italia - Conferimento del Ministero dell'Accolitato

La Direzione Generale ha ammesso al Ministero dell'Accolitato:

Mateus Jensen Didonet (Brasile), Luis Alberto Perez De La Cruz (Messico), Patience Kalkama (Camerun), Paul Sunil Babu Jangam, Subba Rao Giddi, Prasanth Kumar Gunja e Bala Raju Mareboiana (India), studenti del Seminario Teologico del PIME a Monza. .

Il Ministero verrà conferito il 14 febbraio 2016 presso la chiesa dei SS. MM. Vitale e Valeria, parrocchia di Pessano con Bornago (Milano), dal Consigliere Generale P. Gabriel Amal Costa, come delegato del Superiore Generale.

La sfida delle migrazioni di scena al Seminario del Pime di Monza

 

Un folto e motivato pubblico (se n’è avuta conferma dalla raffica di domande rivolte ai relatori) ha preso parte alla prima giornata del convegno “L’Esodo. Stranierità e fede”, a Monza presso il Seminario teologico del Pime, che l’ha promosso insieme al Centro missionario Pime di Milano.

L’intera giornata è stata dedicata all’analisi del fenomeno migratorio oggi in Italia. Tanto ilprof. Maurizio Ambrosini, sociologo, nel sui intervento sui movimenti migratori attorno al Mediterraneo, quanto Anna Pozzi, giornalista di Mondo e Missione, che ha parlato della tratta di esseri umani (i “nuovi schiavi del XXI secolo”), hanno colpito positivamente i partecipanti all’incontro per la chiarezza dell’esposizione, la capacità di analisi di situazioni e processi complessi e, soprattutto, l’abilità nello smontare pregiudizi e stereotipi in circolazione sugli immigrati. Nel pomeriggio è toccato a don Fabio Corrazzina, parroco di Santa Maria in Silva a Brescia portare la sua testimonianza su “Quando i migranti sono in parrocchia”.

Con una serie di esempi ficcanti, Ambrosini ha mostrato come nel nostro vocabolario “migranti” sono coloro che noi percepiamo come “diversi” (tant’è che campioni sportivi, cantanti di altri Paesi e via dicendo) non sono ritenuti tali. «Chi è riscattato dalle eccellenze individuali, da un portafoglio ricco, da un passaporto forte non è più immigrato». Gli immigrati – ha spiegato il sociologo - sono stranieri e poveri, in altre parole vivono «una doppia alterità».

Molteplici (e spesso gravi) le differenze tra realtà e rappresentazione nel caso del fenomeno migratorio. Così, nella percezione diffusa in Italia si vivrebbe un aumento drammatico del numero di migranti (in realtà i numeri sono stazionari); addirittura, a causa dalla crisi; da 2 anni diminuisce il numero di figli nati da coppie di immigrati. La provenienza? Si pensa sia prevalentemente da Africa e Medio Oriente, mentre è l’Est Europa a fare da padrone. Gli immigrati ce li immaginiamo, in Italia, come soprattutto, maschi e musulmani, mentre sono in prevalenza femmine e di religione cristiana.

Ambrosini si è poi soffermato in maniera puntuale (e talvolta polemica) sui meccanismi di ingresso di migranti in Italia: il grosso degli arrivi – ha spiegato – non avviene con i famigerati barconi ma per via legale. Ha messo poi in evidenza le logiche contrapposte di chi l’immigrazione la vuol favore, perché sa che il Paese ne ha bisogno (aziende manifatturiere, mondo del turismo, ambiente accademico…) e chi – i governanti che strizzano l’occhio all’opinione pubblica – che,a  parole, si mostrano fautori di una politica “severa”, ma nei fatti non possono che consentire che il flusso di migranti prosegua. Chi altrimenti si occuperebbe dei nostri anziani (1,5 milioni di immigrati, quasi tutte donne, lo fa oggi).

Il sociologo ha poi spiegato come sia riduttivo affermare che le migrazioni sono una conseguenza della povertà. Esse hanno piuttosto a che fare con le disuguaglianze di opportunità. «Il maggior fattore di disuguaglianza è il passaporto, spesso più del tasso di istruzione, colore della pelle».

Nel mondo i migranti sono 235 milioni, il 3% del totale. «Magari i poveri fossero così pochi! – ha affermato Ambrosini - In realtà vuol dire che il grosso dei poveri rimane dov’è». La questione, ha concluso, è che le migrazioni sono un processo selettivo: i poverissimi non hanno le risorse per migrare, mentre chi emigra ha un minimo di dotazioni di risorse: economiche, culturali (orizzonti più ampi), i contatti e le relazioni sociali.

A sostegno della sua tesi, lo studioso ha preso proprio il caso-Italia: i migranti nel Belpaese non vengono dai Paesi più poveri del mondo, ma da una fascia intermedia (Romania, Albania, Marocco, Cina, Ucraina, Filippine). Nessuno di questi è un Paese dove si muore per fame. Viceversa, dall’Africa subsahariana partono ben pochi migranti per il resto del mondo». E giù un altro stereotipo.

Tra i tanti numeri citati, uno è rimasto particolarmente impresso nei presenti: i rifugiati nel mondo attualmente sono accolti per l’86% del totale da Paesi poveri. Da manuale il caso del Libano: 1,5 milioni di immigrati su un totale di 4.5: come se l’Italia accogliesse la bellezza di 20 milioni di persone straniere.

In conclusione, Ambrosini, dopo una serie di affondi su questioni calde (dallo “ius soli” e “ius sanguinis” alla situazione dei minori non accompagnati), ha preso per le corna uno degli slogan più fortunati della propaganda populista, il famoso “aiutiamoli a casa loro”. E lo ha smontato numeri alla mano, spiegando che gli aiuti internazionali non possono sostituire l’immigrazione, perché le rimesse degli immigrati sono enormi (prima voce della bilancia dei pagamenti in Moldova, Salvador, Eritrea).

È toccato poi ad Anna Pozzi, giornalista e saggista (è autrice di vari libri sull’argomento), soffermarsi sulla complessa questione della tratta e, in modo particolare, dello sfruttamento sessuale cui moltissime donne, nigeriane in particolare sono obbligate a sottostare. La giornalista, da poco tornata da un viaggio in Nigeria, ha mostrato un filmato molto intenso che narrava il rimpatrio volontario di alcune ex prostitute, segno tangibile di una possibilità di cambiamento della drammatica situazione.

Mixando dati sul fenomeno e conoscenza diretta, frutto di viaggi (è pure segretaria generale di “Slaves no more”, un’associazione che lavora per contrastare questo tremendo fenomeno«fortemente denunciato anche da papa Francesco»), Anna Pozzi ha costruito un racconto di come un mix di cause economiche (gli squilibri evidentissimi in un Paese dalle immense potenzialità), culturali (analfabetismo diffuso, specie tra la componente femminile della popolazione) e politiche (la corruzione endemica) abbia creato un fenomeno ormai consolidato, ossia un esodo costante di donne che partono per l’Europa sulle ali di un sogno di riscatto e finiscono sui marciapiedi del Vecchio continente.

Un fenomeno che, in Italia, è alimentato da una domanda che non accenna a diminuire (si stima che siano tra i 9 e i 10 milioni le prestazioni sessuali in un mese), ragion per cui un cambiamento – ha detto la Pozzi in conclusione – non sarà possibile fin quando non verrà rovesciato un modello culturale imperante che tratta la donna come merce, che si tratti di una nigeriana obbligata a prostituirsi o un’indiana costretta alla maternità surrogata.

Il convegno continua oggi con approfondimenti di carattere biblico (don Matteo Crimella) e cinematografico (don Gianluca Bernardini), per concludersi con un affondo sulle problematiche socio-politiche più scottanti del momento.

Monza: la Festa della Riconoscenza 2019

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La Festa della Riconoscenza ormai è una tradizione consolidata del Seminario Teologico Internazionale di Monza. Sempre nella seconda domenica di maggio, giorno della festa della mamma, in seminario si radunano amici, conoscenti, benefattori, membri delle parrocchie di apostolato per vivere insieme alcune ore, condividendo la gioia del nostro carisma missionario.

Per la Festa della Riconoscenza di quest’anno abbiamo fatto nostra la frase “Guai a me se non predicasse il Vangelo” (1Cor 9,16), frase che sta sostenendo i lavori della XV Assemblea Generale del PIME, che si sta svolgendo in questi giorni a Roma. Questo monito di san Paolo ci invita ad essere cristiani impegnati nell’annuncio del Vangelo e quindi partecipanti della missione di Gesù e della Chiesa.

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La giornata è iniziata con la celebrazione eucaristica nella quale è stato conferito il ministero istituito del lettorato ai seminaristi del primo anno di teologia. Il lettorato è il primo passo ministeriale verso il presbiterato missionario; esso evidenzia la centralità della Parola di Dio nella vita del missionario e la necessità di vivere in una perenne attitudine di ascolto della Parola, come Maria. Il ministero del lettorato è stato conferito da padre Davide Sciocco, Vicario generale dell’Istituto, a cinque dei nostri seminaristi: Arsène Gildas Nemaleu Toussom (CAMERÙN), Benedito Júnior Lima de Medeiros (BRASILE), John Raju Seeli (INDIA), Rajeswar Nayak (INDIA) e Vikram Reddy Thumma (INDIA).

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Dopo la celebrazione, padre Davide Sciocco ha raccontato la sua esperienza di missionario nella Guinea Bissau, e ha pure presentato le varie missioni del PIME, mostrando, insieme alle non poche sfide la bellezza della vita spesa per il vangelo. Nei vari stand si potevano ammirare mostre missionarie o accedere all’acquisto di vari prodotti messi a disposizione dalle madrine, padrini e amici del seminario.
I bambini si sono divertiti giocando attraverso laboratori che li hanno aiutati a coinvolgersi nel meraviglioso mondo missionario del PIME.

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I Giochi Senza Frontiere (PIMEIDE) si sono svolti alla luce del tema “Cina”. Otto le squadre che si sono sfidate mostrando spirito di equilibrio, forza e impegno e genialità. La squadra della Parrocchia si Sant’Andrea (Pioltello) ha vinto quest’ultima edizione dei giochi.

La Festa della Riconoscenza, che si celebra ogni anno in Seminario, vuole esprimere il nostro grazie al Signore e a tutti coloro che ci aiutano nel nostro cammino di preparazione alla missione. È importante e doveroso ringraziare affinché possiamo aver coscienza che tutto quello che abbiamo non è scontato, non ci è dovuto, ma al contrario, ci è continuamente dato gratuitamente da Dio attraverso la collaborazione di tante persone che ci sostengono con tanto affetto, sacrifici e in modo speciale con la loro preghiera.

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Nuovo seminario a Yaoundé per il Pime africano

 

 

Da una quindicina di anni a questa parte, il Pime, nelle sue tre Circoscrizioni africane (Guinea Bissau, Costa d’Avorio e Camerun), ha iniziato ad accogliere le vocazioni di giovani che desiderano intraprendere un cammino di verifica con i missionari in loco per arrivare a una decisione, matura e responsabile, in vista del sacerdozio o della vita consacrata. Oggi diversi confratelli africani sono stati ordinati sacerdoti e tre di loro si trovano già nei luoghi di apostolato, a fianco di missionari di “lungo corso”, negli Usa, in Bangladesh e in Brasile.

I giovani seminaristi iniziano il loro cammino all’Istituto Joseph Mukasa di Yaoundé, capitale del Camerun, struttura formativa per il primo ciclo di filosofia voluta da alcune congregazioni religiose presenti nel Paese.

Ogni congregazione ha poi un proprio seminario, modellato sul carisma del fondatore, o comunque strutturato sulla spiritualità che la comunità religiosa desiderava. Inizialmente il nostro Istituto non era orientato a creare una propria struttura formativa, cioè un seminario vero e proprio per accogliere le vocazioni africane. Ma i giovani che bussavano alla porta del Pime e domandavano di essere accolti erano tanti. Che fare, dunque? Fra le molte congregazioni religiose presenti in Camerun, quella dei Missionari Oblati di Maria Immacolata (Omi) aveva con il Pime un “feeling” particolare, per la condivisione di alcune linee pastorali assunte in quegli anni, il condividere la difficoltà di una missione certamente precaria e di grande sobrietà e la simpatia nata negli anni precedenti.

Fatto sta che il Pime ha chiesto ai missionari Omi di accogliere i nostri candidati nel loro seminario di Yaoundé, situato nei pressi della scuola di filosofia Joseph Mukasa. Questo fino a qualche mese fa…  Ma ad aprile 2015 gli Oblati hanno comunicato al superiore regionale Pime del Camerun, padre Giuseppe Parietti, che la collaborazione non poteva più essere portata avanti perché lo spazio logistico era insufficiente ad accogliere i seminaristi del Pime, cresciuti di numero.

Cosa fare? Se ne è parlato con la direzione generale del Pime e, a maggio 2014, si è deciso di cercare una casa in affitto a Yaoundé, dando così ufficialmente il “via” al quarto seminario maggiore Pime nel mondo, dopo quello di Monza, Pune (India) e Brusque (Brasile).

La nuova casa - una soluzione provvisoria, almeno per i prossimi due anni – si trova a pochi chilometri dalla scuola di filosofia e accoglie, da settembre, i seminaristi delle tre Circoscrizioni africane del Pime. Con loro vivono i due formatori a tempo pieno, i padri Francisco Vicente da Silva e Fabio Bianchi.

Padre Francisco, ordinato nel 1983, ha lavorato in Brasile e in Costa d’Avorio. Dopo il servizio di padre Marco Pagani, come formatore della nascente Comunità Formativa Africana a Yaoundé, p. Da Silva ha preso il suo posto ed è attualmente il Direttore Spirituale del Seminario Angelo Ramazzotti di Yaoundé. Dal 2001 al 2007 è stato Consigliere Generale a Roma. Ordinato nel 1987, padre Bianchi Fabio è presente in Cameroun dal 1988 ed ha lavorato come parroco in due parrocchie della città di Yaoundé. Dal 1998 al 2002 è stato rettore del Seminario Filosofico Pime di Roma. Attualmente è il rettore del Seminario Filosofico Angelo Ramazzotti di Yaoundé.

A sostegno del nuovo seminario è stato attivato - dall’Ufficio Aiuto Missioni del Pime di Milano  - un progetto di adozioni a distanza (P 6004). Oltre all’aiuto economico, pur sempre importante (costi per la scuola, vitto e alloggio, spese mediche, ecc.), esso mira ad affidare ciascuno dei seminaristi a un benefattore,  a cui è chiesto di accompagnare nella preghiera il “suo” giovane, di cui si forniscono una foto e alcuni dati, e di contribuire a sostenere i costi della sua formazione versando una cifra minima annuale di 500 euro. Lo stesso seminarista può essere sostenuto da più donatori. Il sostenitore viene informato sul cammino formativo del giovane, con cui potrà intrattenere scambi epistolari, tramite il rettore o il direttore spirituale del seminario. L’impegno richiesto è per un periodo minimo di tre anni, dopo i quali il sostegno si ritiene tacitamente rinnovato fino all’ordinazione sacerdotale del seminarista. Il codice del progetto di sostegno a distanza dei seminaristi in Camerun è P 6004. Per informazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - tel. 02.43822536