Guinea Bissau | Catiò scommette sull'educazione: padre Motta racconta
Padre Fabio Motta, missionario a Catiò, in Guinea Bissau, è impegnato, fra l’altro, nel settore dell’educazione. In questa lettera dalla missione ci aggiorna sul lavoro in atto.
Cari amici, per le nostre scuole, per ciascun bambino c'è bisogno di luci che ci facciano intuire ogni volta nuovi passi da compiere senza lasciarci scoraggiare dalle difficoltà e tanto meno dai limiti. Significa anche non accontentarsi mai di quanto si è raggiunto ma cercare sempre di fare meglio. Così ci stiamo dando da fare per inserire nuove attività e per introdurre pian piano nuovi strumenti per migliorare l'insegnamento.
L'attenzione in questi ultimi mesi si è concentrata soprattutto sui professori, con la speranza che possa avere una ricaduta positiva anche sugli alunni. Qui di seguito vi aggiorno su alcune iniziative realizzate con loro.
A dicembre abbiamo organizzato una formazione di tre giorni sull'igiene e prevenzione delle malattie. La minaccia del virus Ebola si è trasformata in un'opportunità per sensibilizzare la popolazione sull'importanza della cura degli ambienti e del proprio corpo incominciando con semplici pratiche come lavarsi bene le mani con acqua e sapone, usare varichina per disinfettare l'acqua e per pulire i bagni, limitare l'accesso degli animali da cortile agli spazi pubblici, valorizzare foglie e piante medicinali per curare alcuni disturbi quali mal di pancia, diarrea, tosse e raffreddore. Grazie ad un aiuto della Caritas della Guinea Bissau la missione ha beneficato di una macchina che produce varichina e questo ci permetterà di renderla disponibile nelle scuole ad un costo decisamente ridotto.
A gennaio i nostri professori hanno partecipato ad una settimana di formazione pedagogica in collaborazione con la FEC, una fondazione portoghese che lavora in ambito educativo. Una sfida importante è proprio quella di arricchire l'insegnamento con dinamiche, tecniche di animazione e moduli più calibrati ed incisivi per i bambini. Ne è in programma un'altra a fine giugno.
Febbraio è stato caratterizzato per la preparazione del Carnevale. Ogni anno viene organizzata anche una sfilata per i bambini delle scuole della Regione che si esibiscono con canti, balli, scenette, poesie e naturalmente maschere! Ebbene quest'anno ad aggiudicarsi il primo premio è stata la nostra scuola di Ilheu de Infanda. Non vi dico la loro gioia: uscire dal loro villaggio (son venuti a piedi per almeno 8 Km.), esibirsi in città a Catiò davanti a tantissime persone, recitare in criolo e portoghese... E' stata davvero una bella occasione per crescere nell'autostima e per giocare di squadra, insieme con i compagni aiutati dai professori.
E' giusto guardare in avanti. Fra poche settimane ci raggiungerà Priya, una giovane italiana di origini indiane come volontaria dell'ALP (Associazione Laici Pime). Si inserirà proprio a tempo pieno per accompagnare il lavoro nelle scuole nei prossimi tre anni. La sua preparazione e il suo entusiasmo daranno sicuramente un nuovo slancio al nostro servizio educativo, con nuove idee e nuovi strumenti. Si affiancherà a me e seguirà da vicino la formazione dei professori. Le diamo già il benvenuto e nella prossima lettera ve la farò conoscere.
In cantiere? Abbiamo lanciato un concorso per gli alunni di 5° e 6° classe, sarà sull'interpretazione orale della lingua criolo. Ascolteranno una storia alla radio e dovranno rispondere ad alcune domande.
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